Vittorio Presepi e il miracolo della carta. La mostra dell’artista al Polo Museale della Fondazione Tito Balestra a Longiano/FC
Grazie al Polo Museale della Fondazione Tito Balestra, per la prima volta a Longiano viene presentata una mostra
personale dell’artista cesenate Vittorio Presepi.
Il titolo Il candore della carta. Viaggi e racconti di una pagina bianca è già un assaggio di ciò che il visitatore troverà in mostra: un percorso fatto di ricerca, maestria e sperimentazione dedicato alla carta come materia autonoma e strumento di costruzione dello spazio. L’inaugurazione si è tenuta sabato 27 giugno alle ore 18.30 presso la Chiesa Madonna di Loreto, nel complesso del Castello Malatestiano. Al taglio del nastro saranno presenti l’artista, il direttore Flaminio Balestra, il sindaco di Longiano Mauro Graziano e l’assessora alla cultura Sonia Bettucci. La mostra, curata da Flaminio Balestra e Angelamaria Golfarelli, propone una selezione ampia del lavoro dell’artista, sviluppato da oltre quarant’anni attorno alla trasformazione della carta in struttura, immagine e spazio narrativo. Nel lavoro di Presepi la carta non è supporto ma materia attiva: viene incisa, piegata, traforata e costruita fino a diventare elemento spaziale e visivo. I
Il bianco è inteso come campo operativo, in cui luce e ombra definiscono rapporti tra pieno e vuoto. Non solo, Presepi vive il suo mondo in modo acuto, quel mondo viene risolto e ricreato con una maestria che rimanda agli origami, alla cultura giapponese, e soprattutto alla costruzione dove spicca il bianco, la carta bianca, con lo spettro lucente che crea accensioni e ombre evidenziando luci e ombre, movimentando le orme e il costruito, con uno sguardo all’arte cinetica.
La ricerca si colloca in un ambito astratto-geometrico, in dialogo con esperienze dell’arte programmata e della costruzione concreta, mantenendo però un linguaggio autonomo. Le tecniche dell’origami e del kirigami vengono rielaborate come strumenti di costruzione dello spazio e della visione.
Il percorso espositivo si articola in quattro nuclei, Sculture, Quadri, Storie e Pinocchio, come differenti modalità di lettura della ricerca dell’artista. Il tema del viaggio attraversa l’intera mostra
come trasformazione e costruzione della memoria. Le opere si presentano come strutture, paesaggi e narrazioni sospese tra realtà e invenzione, con l’inserimento di elementi testuali e frammenti di parola.
Il progetto è accompagnato da un prezioso catalogo in forma di libro d’artista, realizzato in 100 esemplari numerati e firmati. «Quello di Vittorio Presepi è un lavoro che colpisce per essenzialità e precisione. Da un materiale fragile come la carta nascono immagini e strutture di grande intensità. La mostra segue questo percorso senza semplificarlo, lasciandone emergere la complessità» così dichiara il direttore della Fondazione, Flaminio Balestra.
Vittorio Presepi nasce a Cesena nel 1943. La sua formazione si sviluppa tra studi tecnici e un progressivo avvicinamento alle pratiche artistiche contemporanee, attraverso letture, mostre e frequentazioni culturali. La sua ricerca si concentra sulle strutture astratto-geometriche e sull’uso della materia come campo di costruzione visiva. Tra i riferimenti: Giorgio Villa, Alessio Tasca, Walter Valentini, Eugenio Carmi, Antonio Biasi, Hsiao Chin, Horacio García Rossi. Centrale l’incontro con Bruno Munari, anche attraverso esperienze dirette di collaborazione e allestimento, in particolare in occasione della grande antologica del 2003 a Cesena.
Carlo Franza
