Ancora un furto d’arte portentoso proprio nella notte di Ferragosto 2026 al museo Accascina di Messina dove sono stati rubati alcuni capolavori di Antonello da Messina.

I ladri entrati -credo proprio con facilità- nel museo siciliano hanno portato via tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, quattrocentesche, perché fortunatamente due sono rimaste indietro  e abbandonate durante la fuga.  Trafugati anche la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà che era custodita all’interno di una teca blindata.

Sul furto delle opere la Procura di Messina ha aperto una inchiesta e le indagini sono affidate alla Polizia di Stato. A detta degli investigatori nel Museo c’erano diverse telecamere di sorveglianza e le opere erano custodite da un accurato sistema di allarme. Inoltre la struttura è sempre tutelata da un sistema di metronotte. Al momento gli investigatori stanno passando al setaccio diverse   ipotesi, in particolare la pista del mercato nero dei ladri d’arte. Ora il Museo rimarrà chiuso al pubblico.

Intanto occorre subito dire che il clamoroso furto delle tavole di Antonello a Messina è un furto studiato da professionisti, perché Antonello da Messina è un artista rarissimo nel mondo come ha anche rilevato il collega Costantino D’Orazio.  Di Antonello a Messina abbiamo poco più di 40 opere”, osserva il collega Costantino D’Orazio; “Queste opere conservate al MuMe sono ancora più rare perché sono opere in tempera su tavola e perché di Polittici ce ne sono pochissimi”.

L’importanza di Antonello da Messina nella storia dell’Arte è quella di aver importato la pittura ad olio imparandola dai maestri dalle Fiandre a Napoli, per cui esistono molti dipinti a olio di Antonello da Messina e pochissimi a tempera come questi rubati.

I riflettori accesi ultimamente con l’acquisto di un’opera di Antonello da Messina  per 15 milioni di euro sicuramente ha destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte, inimmaginabile che una cosa del genere possa capitare a Messina, un colpo quasi da film come al Louvre”. Questo il primo commento dell’assessore comunale alla Cultura di Messina, Enzo Caruso.  “Chiaramente ci vengono sottratte due delle opere più importanti che custodiamo nel nostro museo e soprattutto nella città di Antonello, una cosa del genere è una tragedia. Sono opere di valore inestimabile, già l’acquisto di un piccolo quadro è stato per 15 milioni di euro, immaginate il Podittico di S. Gregorio il valore che possa avere”, ha rilevato. “La cosa che mi stupisce – ha aggiunto – è che non sono opere su tela che si possono avvolgere ma su tavola. È un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa intercettarli”.

“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte”. Lo ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio. “Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è stato ieri intorno alle 21.50. Purtroppo i ladri sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”. I ladri sarebbero entrati da una porta secondaria e avrebbero agito in tre, con il volto coperto. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi potrebbero essere stati disturbati o impauriti durante l’azione, tanto da decidere di allontanarsi rapidamente.  Per fuggire con le opere appena trafugate, sarebbe stata divelta una parte della ringhiera che affaccia sul controviale del Viale Annunziata, nei pressi di un cancello laterale utilizzato solo in casi eccezionali dalle autorità e per il trasporto delle opere d’arte. “Sottrarre opere di questo valore significa colpire non solo il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità della comunità messinese”, è quanto affermato dal sindaco Federico Basile, che ha espresso fiducia nelle Forze dell’Ordine e nel ritorno delle opere rubate alla loro casa. Ecco cosa dice l’Onorevole Schifani: “Disposta ispezione, non proteggeremo chi ha sbagliato. Incredibile che l’allarme non fosse collegato al 112”.

Ecco qualche dato sulle preziose opere rubate.

Il Polittico di San Gregorio, detto anche del Rosario, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, Badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro La Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, cosi come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino. Ai lati i Santi Gregorio e Benedetto, nel registro superiore l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, la tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta.

L’opera si trovava in un cattivo stato di conservazione a causa degli eventi di estrema gravità che ha subito nella sua storia: dopo lo smembramento e la dispersione di almeno una delle tavole, forse già nel Cinquecento, venne restaurata drasticamente nel 1842, utilizzando sostanze abrasive per la pulitura. Ma l’evento più catastrofico fu il terremoto di Messina del 1908, che rase al suolo l’ex-convento di San Gregorio, dove aveva sede il “Museo civico peloritano”, lasciando le opere ivi conservate, compreso il Polittico, alla pioggia che si abbatté sulla città nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe. In quell’occasione andarono perdute ampie porzioni del manto della Madonna e del San Gregorio.

Gli interventi di recupero del polittico iniziarono con un altro restauro nel 1912 seguito da un secondo nei primi anni ’40 fino un intervento sulla tavola dell’Angelo annunciante del 1981 da parte di Ernesto Geraci e da un check completo del Polittico nel 2005-2006, in occasione di una mostra monografica sull’autore alle Scuderie del Quirinale.

La tavoletta bifronte, anch’essa sottratta dai ladri, ha sul davanti la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e dietro Cristo in Pietà. L’opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e venduta dalla casa d’aste Christie’s in quell’anno alla Regione Sicilia, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan nella quale si trovava dal 1930. Per le sue piccole dimensioni appare evidente la sua destinazione originaria al culto privato che utilizzava le effigi sacre per le proprie orazioni. Per confronti stilistici con la produzione pittorica certa dell’artista è stata datata concordemente dai colleghi  studiosi tra il 1465 e il 1474.

Il Ministro dei Beni Culturali Alessandro Giuli: “Sconcerto e dispiacere per furto opere di Antonello da Messina”; e ancora “Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto”. Ha proseguito Giuli: “Mi sono consultato subito con il comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – aggiunge – Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini. Il Ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui àmbito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente”.

Ancora una volta beni preziosissimi, di immenso valore storico e artistico, vengono sottratti all’Italia tutta, un patrimonio che l’Italia ha, un patrimonio unico al mondo,  segnale certo di una storia   artistica che il Paese Italia si porta dietro da millenni.

Carlo Franza

 

 

 

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