Uno spazio sospeso, abitato da immagini che sembrano provenire da un mondo altro. Paesaggi indefiniti, cieli aperti, nuvole e prati che smettono di essere semplici sfondi per assumere un ruolo attivo, quasi narrativo. È questo il cuore di Le altre dimensioni, mostra personale di Filippo La Vaccara. A ospitarla, dal 13 giugno al primo agosto, sarà la galleria Ceravento di Pescara. La mostra, accompagnata dal testo critico di Mario Bronzino, è composta da dipinti a olio su carta e due sculture.  Le opere conducono lo sguardo in luoghi in cui non è mai del tutto chiaro dove ci si trovi: ambienti reali e immaginari convivono in una dimensione sospesa, familiare e insieme straniante.

In questi lavori la natura si muove come un personaggio. Le nuvole, i prati, le aperture del cielo diventano presenze vive, elementi che orientano la percezione e costruiscono una narrazione silenziosa. I paesaggi non fanno da semplice contorno, ma partecipano attivamente alla scena, suggerendo atmosfere, tensioni e possibilità di attraversamento.

Accanto alle opere su carta, la mostra presenta anche due sculture che ampliano ulteriormente questo immaginario, evocando movimento, soste e passaggi dentro una realtà in continua trasformazione.

Nel suo testo critico, Mario Bronzino parla di «un’istintività tipicamente pittorica, relativa ad urgenze umane irrinunciabili che fanno base nelle dimensioni più intime, mnemoniche e sentimentali, e che sono risultato di una catastrofe di necessità e tensioni riorganizzate esteticamente in un paesaggio virtuale di immagini. Uno spazio contemporaneamente naturale, urbano e domestico, luogo espanso e connesso al territorio siciliano, da cui La Vaccara ha origine – va avanti – da un legame sentimentale qui tradotto da colori densi e luci abbaglianti, giocosità e malinconie. Il colore è testimone di dettagli sfuggenti ed effimeri, percepiti e registrati con attenzione e pennellate gestuali, a loro volta parti integranti di paesaggi minimi e di visioni prive di certezze delineate, disponendosi materialmente sul supporto nell’instancabile ricerca di soluzioni cromatiche e simboliche per un paesaggio temporaneo ed enigmatico. In ciò che è poco – conclude l’autore del testo critico – La Vaccara ripone le proprie autentiche possibilità di sbagliare e di non trovare una postura predefinita, ma preservando tutto il desiderio di farsi affascinare sempre da nuove dimensioni di assurdità»….

Filippo La Vaccara, nasce a Catania nel 1972, vive e lavora a Milano. Si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 1994. Il suo percorso artistico inizia nel 1998, con una mostra personale curata da Francesca Pasini presso Viafarini a Milano. Nel 1999 è selezionato da Angela Vettese e Giacinto Di Pietrantonio per il Corso Superiore di Arti Visive presso la Fondazione Antonio Ratti di Como, dove ha seguito uno stage con Haim Steinbach. Nel 2002 è invitato come Artist in Residence alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, dove realizza cinque quadri di grandi dimensioni poi esposti nella mostra Laboratorio, curata da Achille Bonito Oliva, e attualmente parte della collezione del Museo. Nel 2015 due sue opere, di proprietà della Collezione Mario e Bianca Bertolini, sono state acquisite dal Museo del Novecento di Milano. Nel 2016 una sua opera viene premiata e acquisita dalla Fondazione Focus Abengoa di Siviglia. Nello stesso anno riceve dalla Fondazione Pollock – Krasner Foundation un premio per la realizzazione di un libro monografico edito da Allemandi. Negli anni 2018 e 2019 esibisce i suoi lavori in due mostre personali, Visione Periferica, presso l’ex Museo del Cinema di Siracusa e Viaggio Intorno al quadro, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, entrambe curate da Mercedes Auteri. Nel 2021 prende parte al progetto WAAG 2021 We Are All Greeks, a cura di Francesco Piazza al Museo di Cultura Bizantina di Salonicco e al Museo d’Arte Contemporanea Belmonte Riso di Palermo. Nel 2024 è invitato a Interaction Napoli, a cura di Demetrio Paparoni, presso la Fondazione Made in Cloister di Napoli. Nello stesso anno partecipa a Featuring The Sculture Habitat, a cura di Andrea Guastella presso L’acquario Romano, Casa dell’Architettura di Roma. Nel 2025, espone in Per Grazia Ricevuta, visioni contemporanee dell’Ex Voto, a cura di Alberto Mattia Martini al Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli. Nel 2026 Christian Caliandro e Alessandro Bulgini lo invitano a partecipare alla mostra Scarecrow al Flashback Habitat di Torino.

Carlo Franza

 

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