Jorrit Tornquist e il colore come spazio. Una spettacolare mostra su un grande artista dell’arte europea da ABC- Arte a Genova
ABC-ARTE presenta dal 29 gennaio 2026 nella sede storica genovese la mostra Jorrit Tornquist. Colour is space in itself, e realizzata in collaborazione con l’Archivio Jorrit Tornquist. L’esposi
zione rappresenta la prima mostra così ampia e significativa dedicata all’artista in una galleria privata italiana, e inaugura un importante percorso di rilettura critica e storica del suo lavoro, essenziale per comprendere la complessità dell’arte europea dagli anni Sessanta in poi. Un lavoro unico e singolare era stato fatto prima d’ora solo dalla Galleria Studio F22 di Palazzolo Sull’Oglio di Franco Rossi che io ha seguito per oltre vent’anni con mostre pubbliche e private dei più grandi artisti del mondo, e fra questi Jorrit Tornquist che trovò in Rossi un mecenate e un gallerista di prim’ordine che lo ebbe in mostra con opere di grande formato. Io stesso vanto nella mia collezione opere significative dell’artista che volle omaggiarmi per aver scritto tanto sul suo lavoro. Jorrit Tornquist (Graz 26 marzo 1938 – Cisano Bergamasco 17 maggio 2023) è stato un caso singolare, e per molti versi ancora tutto da approfondire, nel panorama dell’arte del secondo Novecento. Se ne è spesso messo in evidenza l’estremo rigore metodologico, ma più raramente si è colta la profonda implicazione biologica e naturale che lo ha sempre animato: una tensione vitale che lega la sua ricerca al mondo organico e all’esperienza sensibile del colore come materia viva.
La mostra di ABC-ARTE intende rappresentare l’inizio di un profondo e complessivo ripensamento dell’intero opus dell’artista, presentando una selezione di opere cruciali che tracciano un percorso coerente e sorprendentemente attuale. Dalla precoce Colonna
infinita (1966), in cui si attua l’intuizione per cui — come scriverà nel 1974 — “Il colore è di per se stesso spazio”, e che apre anche alla sua fondamentale esperienza in ambito architettonico, fino al polittico Petals (2002), in cui la capacità di modulare minimi scarti tonali provoca nello spettatore un’esperienza immersiva e straniante, il percorso espositivo restituisce la profondità della sua visione.
Per Tornquist, il colore è la sostanza problematica e vitale del nostro vedere, e non un mero strumento espressivo: esso è la materia stessa della visione.
La sua non è mai un’indagine retorica sulla percezione, ma un continuo esercizio di consapevolezza, un invito a riconnettere il nostro sguardo con la realtà fenomenica che ci circonda. In questa prospettiva si collocano anche le celebri Cassette didattiche, presentate alla 42ª Biennale di Venezia del 1986, qui nuovamente proposte. Attraverso l’apparato tipico della didattica, Tornquist induceva lo spettatore a diventare consapevole di
vivere un’esperienza estetica che va ben oltre la semplice constatazione visiva, trasformandola in conoscenza viva. Una pubblicazione bilingue, ABC-ARTE edizioni, accompagnerà la mostra, con testi e un ricco apparato documentale curato dall’Archivio Jorrit Tornquist, volto ad approfondire la riflessione dell’artista sul colore come spazio e materia del vedere.
Carlo Franza
