Nelle prossime settimane,  nonostante taluni lavori in corso  e la chiusura del tetto panoramico fino al 2030,    il Metropolitan Museum di New York  dal 29 marzo 2026 ospiterà  Raphael: Sublime Poetry,  una mostra che riunisce, per la prima volta negli Stati Uniti, oltre 200 opere tra dipinti, disegni e arazzi, offrendo una panoramica senza precedenti sulla vita e sull’opera di Raffaello Sanzio, figura apicale del Rinascimento italiano e della storia dell’arte occidentale. Un’occasione rara, dunque, per il pubblico statunitense e internazionale di immergersi nella “poesia sublime” di un genio che, in soli 37 anni di vita, seppe lasciare un’impronta incancellabile sulla cultura visiva europea. Quando, nella primavera del 2026, la  Madonna d’Alba lascerà temporaneamente la National Gallery di Washington per giungere sulla Fifth Avenue a New York, troverà ad attenderla un’intera costellazione di capolavori. La mostra, visitabile fino al 28 giugno 2026 nelle sale del Met Fifth Avenue, è presentata come la prima grande esposizione internazionale interamente dedicata al maestro urbinate in un museo americano e, per ampiezza di prestiti, come la più vasta mai organizzata sul suo lavoro oltreoceano. È il punto d’arrivo di un percorso curatoriale di lunga durata: sette anni di ricerche, contatti con musei e collezioni private, verifiche diagnostiche condotte sotto la guida di Carmen C. Bambach, responsabile del Dipartimento di Stampe e Disegni del Met e già artefice del grande omaggio newyorchese a Michelangelo nel 2017.
Nato a Urbino 1483, figlio del pittore Giovanni Santi, e scomparso prematuramente a soli 37 anni, Raffaello seppe conquistare le corti rinascimentali grazie a uno stile che univa armonia lirica e potenza intellettuale. Si formò in un ambiente colto e raffinato, legato alla famiglia dei Montefeltro. Dopo gli anni di apprendistato presso il Perugino, la sua parabola lo vide emergere a Firenze, in dialogo con Leonardo da Vinci e Michelangelo, dai quali assimilò e rielaborò elementi stilistici fondamentali. Trasferitosi a Roma nel 1508, divenne ben presto pittore di corte di papa Giulio II e poi di Leone X, realizzando le celebri Stanze Vaticane, considerate tra i massimi capolavori del Rinascimento. Accanto alla pittura, fu architetto della basilica di San Pietro e progettista di edifici e spazi urbani. Nella città eterna morì giovanissimo, il 6 aprile 1520: in soli 37 anni di vita raggiunse una fama imperitura, influenzando profondamente l’arte europea nei secoli successivi, tanto che la posterità lo avrebbe celebrato come l’incarnazione della perfezione classica,

Nel 2020, in occasione del cinquecentenario della sua morte, furono organizzate molte importanti esposizioni, come Raffaello 1520-1483 , alle Scuderie del Quirinale di Roma. Era la più grande mostra mai realizzata in Italia sul pittore, con oltre 200 opere provenienti dai maggiori musei internazionali, organizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi. Nonostante l’apertura fosse coincisa con il lockdown dovuto alla pandemia, la mostra ebbe un grande risalto mediatico.

Curata da Carmen Bambach, curatrice del dipartimento disegni e stampe del museo e organizzatrice dell’acclamata mostra su Michelangelo del Met nel 2017, “Sublime Poetry” ripercorre l’intero arco della sua carriera, dall’esordio urbinate fino all’intensa attività nella Roma papale, con opere provenienti da collezioni pubbliche e private di Europa e Stati Uniti, come la Galleria Borghese e le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, il British Museum e la National Gallery di Londra, i Musei Vaticani, il Prado di Madrid, gli Uffizi di Firenze, lo Städel Museum di Francoforte, l’Albertina di Vienna, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.

Tra i prestiti importanti ottenuti per Sublime Poetry, ci sono il Ritratto di Baldassarre Castiglione (1514–16) prestato dal Louvre, considerato uno dei vertici assoluti del ritratto rinascimentale per la capacità di trattenere in uno sguardo l’intera identità di un intellettuale di corte; il Ritratto di dama con unicorno (1505–06) dalla Galleria Borghese di Roma e la Madonna d’Alba (ca. 1509–11) dalla National Gallery of Art di Washington, insieme ai disegni preparatori per quest’ultimo dipinto.

“Questa mostra senza precedenti offrirà uno sguardo innovativo sulla genialità e l’eredità di Raffaello, un vero titano del Rinascimento italiano”, ha dichiarato il direttore del Metropolitan, Max Hollein, “i visitatori avranno un’opportunità eccezionalmente rara di ammirare la straordinaria gamma del suo genio creativo attraverso alcune delle opere più iconiche e raramente prestate dall’artista da tutto il mondo, molte delle quali mai esposte insieme prima”. Un ruolo non affatto secondario è stato affidato agli strumenti della ricerca scientifica, il Met annuncia l’inclusione dei risultati più recenti delle indagini diagnostiche condotte sui dipinti, con immagini a infrarossi e studi tecnici che permettono di seguire passo passo la costruzione delle figure, i cambi di idea, la distribuzione della luce e del colore. Il dialogo tra queste evidenze e i disegni esposti accanto ai dipinti è pensato per restituire un Raffaello modernissimo, consapevole che ogni immagine è il risultato di un continuo processo di verifica e correzione.
La prospettiva ampia della mostra consente anche di misurare la fortuna di Raffaello nelle Americhe, dove i suoi modelli hanno agito a lungo più attraverso la riproduzione, il disegno e la copia che tramite l’originale. Riunire nei saloni del Met tele che hanno fatto la storia del collezionismo europeo, cartoni per arazzi legati alla Roma papale e fogli preparatori conservati nei gabinetti di disegni di mezzo continente significa rendere tangibile, per il pubblico statunitense, la dimensione concreta di un canone che finora è stato soprattutto libro, immagine stampata, storia dell’arte. In questo contesto, opere come il disegno della Lucrezia del Met, con la figura colta un attimo prima del suicidio, dialogano con immagini di maternità intimissima, costruendo un percorso che va dal martirio alla cura, dalla tragedia pubblica al sentimento privato.
L’allestimento, annunciato nella grande Gallery 899 del Met Fifth Avenue, sarà visitabile con il normale biglietto del museo. Intorno alla mostra sono previsti concerti, incontri e un catalogo scientifico illustrato, destinato a raccogliere i risultati del lavoro preparatorio svolto dal team curatoriale e a fissare un nuovo stato dell’arte negli studi su Raffaello. Per alcuni mesi, sulla Quinta Strada, il Rinascimento italiano si presenterà in una delle sue forme più compiute, non come mito astratto del pittore perfetto, ma come corpo vivo di opere, materiali, prestiti e sguardi, e misurare, a distanza di cinque secoli, il nostro rapporto con l’idea stessa di bellezza.

Il percorso restituisce la complessità di un artista che fu anche intellettuale e poeta, capace di dialogare con i maggiori scrittori e pensatori del suo tempo. Un focus specifico è dedicato alla rappresentazione femminile: dalle prime pose di nudo, tra le prime sperimentazioni documentate in Occidente, alle iconiche immagini della Madonna col Bambino, nelle quali emerge la sua capacità nel coniugare devozione e umanità, come non mancano le sezioni dedicate alle più recenti scoperte scientifiche, frutto di indagini tecnologiche che hanno permesso di approfondire il suo processo creativo e i materiali utilizzati dall’artista.

Carlo Franza

 

 

Tag: , , , , , , ,