Ricordando Papa Benedetto XVI, verso il centenario della nascita. Una mostra al Museo Diocesano di Pordenone
PORDENONE febbraio 2026 – Sarà il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin a inaugurare, il prossimo 21 febbraio 2026, la mostra “Ricordando Benedetto XVI, verso il centenario della nascita”, ospitata al Museo diocesano di arte sacra di
Pordenone fino al 12 aprile 2026.
L’esposizione, promossa dall’Associazione Eventi, sarà presentata ufficialmente il 17 febbraio all’Ambasciata tedesca a Roma. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere e approfondire la vita e l’opera di Joseph Ratzinger a pochi anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 31 dicembre 2022, in vista del centenario della nascita, che ricorrerà il 16 aprile 2027.
L’esposizione intende far conoscere al visitatore la vita e l’opera del “papa-teologo” nel ventennale dell’avvio del suo pontificato (19 aprile 2005-5 gennaio 2023) e mentre si approssima il centenario della nascita (16 aprile 2027), attraverso testimonianze, documenti inediti, oggetti personali, fotografie e opere d’arte, la mostra propone un percorso di taglio cronologico e tematico, articolato negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee del museo. Il racconto si sviluppa in cinque grandi ambiti: l’infanzia e la giovinezza, il sacerdozio e la formazione teologica, il periodo del cardinalato e della prefettura della Congregazione per la dottrina della fede, il pontificato e gli anni da papa emerito.
Un focus particolare è dedicato alla visita pastorale del 2011 ad Aquileia, con il saluto alla cittadinanza in piazza Capitolo, e a Venezia, dove Benedetto XVI incontrò la popolazione in piazza San Marco e dialogò con il mondo della cultura e dell’economia alla Basilica della Salute.
Accanto alle fotografie di famiglia, i visitatori potranno ammirare alcuni paramenti liturgici utilizzati da Ratzinger sia durante il cardinalato sia nel corso del pontificato, oltre a diversi doni ricevuti negli anni da papa emerito. Tra i documenti esposti spiccano la Legion d’onore firmata dal presidente francese Jacques Chirac e materiali provenienti dal museo dedicato a Benedetto XVI a Ratisbona. Tra gli oggetti che saranno presenti in mostra anche alcuni paramenti – tra cui la casula con cui celebrava messa al Monastero Mater Ecclesiae da Papa emerito – donati da Benedetto XVI al Centro Studi Ratzinger di Bydgoszcz (Polonia), diretto dal professor don Mariusz Kucinski, giunto in questi giorni a
Pordenone per incontrare il comitato scientifico-organizzativo dell’esposizione e la stampa locale. Il Centro Studi Ratzinger è nato nel 2012 dalla collaborazione tra la Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e l’Università Kujawsko-Pomorskie di Bydgoszcz. Il primo Convegno della Fondazione Ratzinger si è svolto nel 2011 proprio a Bydgoszcz. L’anno seguente venne inaugurato il Centro Studi, il cui compito principale è far conoscere il pensiero e l’opera di papa Benedetto e promuovere le attività della Fondazione che porta il suo nome nell’Europa Centrale e Orientale.
A completare l’iniziativa sono previsti eventi collaterali, organizzati in sinergia con la Facoltà teologica del Triveneto, e la pubblicazione di un catalogo bilingue in italiano e tedesco; alcuni incontri tematici (conferenze, panel, tavole rotonde) che verranno ospitati nell’auditorium “C. Costantini” della Curia Vescovile di Pordenone e saranno promossi in sinergia con la Facoltà Teologica del Triveneto coinvolgendo studiosi delle Università di Padova e Venezia oltre ad esperti di fama internazionale chiamati ad approfondire diversi aspetti dell’impegno teologico di Ratzinger nonché il suo pensiero sull’Europa e il suo ruolo nel contesto mondiale. Come ha sottolineato il preside della Facoltà Teologica del Triveneto don Maurizio Girolami: “Un appuntamento importante per evidenziare l’apporto teologico di Ratzinger ma anche la sua sottolineatura, troppo spesso dimenticata, delle radici cristiane d’Europa. Un dato di una portata straordinaria sia a livello politico che sociale. Un’Europa che non condivide dei valori fondamentali sulla visione di uomo e di società, non ha riferimenti e non può dare speranza”
Carlo Franza
