Lo scultore nipponico Haroshi  tiene in questi giorni presso la  vitalissima e rinomata galleria d’arte Jonathan Le Vine Gallery di New York una mostra personale con il titolo “Haroshi Virtual Reality”in cui fanno bella mostra le sue ultime opere.Premiante come non mai.  E mentre in Italia molti si arrabattano  per mancanza di idee, e la creatività soffre portando l’arte ai minimi storici dal secondo  dopoguerra, ecco  che le opere d’arte messe in piedi da Haroshi  sono nate da un’idea semplice, anzi genialissima,che è quella di  riciclare le vecchie tavole da skate. Queste tavole quando ormai sono inservibili, vengono trasformate in capolavori di arte contemporanea. Le ammucchia nel suo studio in attesa  di essere lavorate con uno stile che rimanda alla più antica cultura e tradizione orientale. Creazioni che come si vedrà lasciano pensare a un’ispirazione catturata sia dalla vecchia scuola del mosaico in legno  che da settori d’avanguardia come i filoni dell’universo tech e street. L’artista giapponese si è innamorato dello street skateboard  fin dalla giovinezza  ed ancora oggi è skater appassionato. Delle tavole ne conosce tutte le sezioni e ogni elemento, tanto da vaporizzarle in un attimo e successivamente ricostruirle dandole ogni forma possibile, da animali a oggetti, scarpe, persino riprodurre il dito di Cattelan, con tratti che rimandano a una sorta di arte neopop. Affascinante ogni sua opera, grazie anche al suo spirito un po’ tra il geek e l’hipster, ma anche underground e  scandaloso. Artista sicuramente da tenere d’occhio.

Carlo Franza

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