CIMITERO MONUMENTALE DI ALESSANO Cappella Cimiteriale Centrale STUPOR MUNDI Progetto-Donazione a cura del Prof. Carlo Franza
CIMITERO MONUMENTALE DI ALESSANO
Cappella Cimiteriale Centrale
STUPOR MUNDI
Progetto-Donazione a cura del Prof. Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea-Giornalista e Critico de IL GIORNALE
L’ Inaugurazione avvenuta mercoledì 9 settembre 2026 ore 19,00
Donazione grandi opere sacre di artisti italiani
GIULIANO GRITTINI
MARISA SETTEMBRINI
PATRIZIA QUADRELLI
MIMMO CAMASSA
MARIO CRETI
Ha titolo “Stupor Mundi” la donazione di cinque artisti italiani fatta al Comune di Alessano (Lecce) con ben 7 opere per la collocazione nella Cappella del Cimitero Monumentale di Alessano, su ideazione e progetto del Prof. Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea. Sarà bene sapere che un Cimitero è dichiarato monumentale quando la sua parte antica (di oltre 50 anni) è tale che per importanza delle personalità sepolte, pregio di monumenti funebri sotto l’aspetto artistico o storico-testimoniale, e determinano condizioni in cui prevale il carattere di memoria collettiva del luogo che possono contribuire ad assoggettare a tutela tale porzione di area. Il Cimitero di Alessano voluto dal Sindaco Folco Calsolaro amico della famiglia Franza-Damiani e politico di grande levatura, fu costruito tra il 1958-1959, ed inaugurato il 1 gennaio 1960. Tra il 1960 e il 1963 furono costruite le primissime cappelle gentilizie-familiari, Sangiovanni, Massaro, Luigi e Pompeo Torsello, Barbara, ed anche quella della famiglia Ada Damiani-Franza, ove oggi riposano i genitori del Prof. Carlo Franza.
Lunedì 7 settembre 2026, alle ore 18, Papa Leone XIV ha celebrato la Santa Messa nel Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano, alla vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria che la chiesa celebra l’8 settembre. Lo aveva annunciato nelle scorse settimane la Prefettura della Casa Pontificia. Sarà bene ricordare il 10 maggio 2025, ad appena due giorni dall’elezione, Leone XIV scelse proprio Genazzano come prima meta fuori dal Vaticano. Si inginocchiò davanti all’immagine miracolosa e le consacrò il suo pontificato: «Ho tanto desiderato venire qui in questi primi giorni del ministero che la Chiesa mi ha affidato». Ora il Papa è tornato. Non più in forma privata, m
a per celebrare pubblicamente l’Eucaristia ai piedi di quell’affresco che da oltre cinque secoli -giunto prodigiosamente da Scutari, in Albania, nel 1467- dispensa grazie, guarigioni e consigli a chi lo prega con fede.
Ora proprio in concomitanza con la festa della Vergine Maria che ricorre annualmente -8 settembre- celebrata sotto vari titoli tra cui quella di Alessano detta “Madonna del Riposo”, si è voluto dar corso all’inaugurazione della Donazione di grandi opere sacre di artisti italiani nella Capella Cimiteriale Centrale proprio a ridosso della Tomba del Venerabile
Monsignor Tonino Bello Vescovo sulla cui tomba pregò Papa Francesco in visita durante il suo pontificato. Va ricordato che il Prof. Carlo Franza su chiamata del Prof. Donato Valli, suo amico di vecchia data, Rettore dell’Università di Lecce e Primo Presidente della Fondazione Don Tonino Bello, fondò il MIMAC (Museo Internazionale Mariano di Arte Contemporanea) che ad oggi è il più importante Museo di Arte Sacra Mariana in Europa con 450 opere di illustri artisti italiani e stranieri, donate ed esposte al pubblico. Ecco in elenco le opere invece donate e disposte nella Cappella Centrale del Cimitero monumentale: Sulla parete sopra l’Altare Madonna dei Santi –Tributo a Raffaello di Giuliano Grittini /Corbetta-Mi. Sulla parete sinistra Trittico – dipinti/teleri di Marisa Settembrini/Milano- San T
rifone, Madonna del Riposo, Don Tonino Bello Venerabile. Sulla parete destra: La Porta del Paradiso-di Patrizia Quadrelli /Saronno-Mi; Le Anime Sante del Purgatorio – di Mimmo Camassa /Tricase. Lato sinistro altare: Crocifissione–scultura di Mario Creti -San Donato di Lecce.
Hanno presenziato e introdotto la cerimonia Mons. Vito Angiuli Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca (sostituito dal Vicario Don Beniamino Nuzzo), il Dott. Osvaldo Stendardo Sindaco di Alessano, il Prof. Dott. Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea-Giornalista e Critico de “
IL GIORNALE” e Don Luigi Ciardo Parroco di Alessano.
La “Madonna dei Santi –Tributo a Raffaello” di Giuliano Grittini (Corbetta-Mi) rimanda a Raffaello. Il dipinto tecnica mista su broccato e in formato 100x 100, non è solo prezioso per la composizione e i materiali ma lascia spaziare e vivere il nome di Giuliano Grittini artista di chiara fama. Partendo dal tributo a Raffaello che di Madonne ne ha dipinte tante, questa si volge alla “Madonna Sistina” che secondo la testimonianza di Vasari, fra il 1513 e l’anno successivo papa Giulio II commissionò a Raffaello per l’altar maggiore (o forse l’abside) della Chiesa di San Sisto a Piacenza. Il soggetto è quello di una epifania mariana. Così ripresa ed elaborata dall’artista Giuliano Grittini la figura bella e fiera della Madonna vive in una sorta di spazio scenico, come in una visione celeste. La Vergi
ne brilla di luce solare, con le vesti un po’ fluttuanti, come per oltrepassare la superficie del quadro, punteggiato dall’evanescente broccato del fondo, ed entrare nel mondo terreno. Tiene in braccio un Bambino deliziosamente infantile e sembra volerlo offrire all’umanità, all’adorazione di tutti. Non appare ieratica o distante, anzi rassicura i fedeli, idealmente raccolti davanti a lei. Detta, questa di Giuliano Grittini, “La Madonna dei Santi” perché essi intercedano presso l’Eterno. La Chiesa del Cimitero Monumentale cui è dedicata, svela nel dipinto di Grittini, gli occhi della Madonna che con il gesto della mano destra raccomanda i suoi devoti a venerare il Bambin Gesù. Il fondo della tela finemente lavorato su broccato muove e commuove lo sguardo trasognato dei fedeli, sicchè il dipinto come tributo a Raffaello è oggi fra i più celebri particolari della storia dell’arte occidentale, divenendo uno dei motivi iconografici più riprodotti al mondo.
Il Trittico della , nata a Gagliano del Capo ma attiva da decenni a Milano dove ha insegnato al Brera, artista di chiara fama, vive attraverso tre dipinti – teleri di grandi dimensioni (ciascuno cm. 210×100, 2026), dedicati a “San Trifone”, alla “Madonna del Riposo” e a “Don Tonino Bello Venerabile”. Il primo dipinto verso l’altare rappresenta “la Madonna del Riposo” molto cara aglialessanesi, la cui festa si celebra annualmente l’8 settembre. Il secondo dipinto lascia leggere l’effige di San Trifone martire, soldato romano convertito al cristianesimo e patrono della cittadina di Alessano; il terzo telero mostra la bella figura del Venerabile Don Tonino Bello Vescovo, nato ad Alessano e qui sepolto in questo cimitero monumentale. Opere e ritratti quelli della Settembrini di grande forza, di grande sacralità, di grande bellezza, di viva intensità coloristica e segnica, senza dimenticare il suo iniziale apprendistato nella Scuola di Ritrattistica dell’Accademia di Belle Arti di Monaco. I tre teleri sacri
accostati l’un l’altro pur appena distanziati lasciano leggere sullo sfondo, altamente scenografico, intanto la cittadina di Alessano che li venera, eppoi un tramonto infinito di rossi e aranciati quale si vede spesso nel Capo di Leuca sul versante adriatico che celebra il creato e l’ambiente francescano, riandando al Cantico delle Creature.
“La Porta d
el Paradiso” di Patrizia Quadrelli artista di significativa creatività e lavoro, di Saronno-Mi, sulla parete mostra un grande dipinto su tela realizzato con tecnica mista (cm. 100×150) capace di raccontare quel mondo celeste e infinito, carico di luce e di gioia che è il Paradiso, lo stesso cantato da Dante, e che si mostra già nel suo terzo canto della Cantica del Paradiso, che è quello del cielo della luna dove Dante dà voce a Piccarda Donati con quel bellissimo verso che è “nella tua voluntade è nostra pace”. Nel dipinto ecco la porta visibile, un po’ stretta rispetto a quella dell’inferno, ma apre su un mare di luce, una luce abbagliante e infinita, eterna; verso questa luce viaggiano come in volo dei fiori di vari colori ricavati da vetri lucenti e splendenti, in realtà sono le anime che abbandonato il loro corpo terreno, ormai anime sante entrano in Paradiso, nel regno dei cieli. Lo sfondo del dipinto ampiamente scenografico, maturato nel clima informale, raccoglie le tracce dei colori che sfrangiano dall’alto in basso secondo la storica lezione n
ovecentesca.
“Le Anime Sante del Purgatorio” di Mimmo Camassa, artista di Bari ma attivo a Tricase, è un dipinto quasi affresco offerto in parete come dipinto su tavola (cm. 100×150); canta e racconta le anime santi purganti che secondo la tradizione cristiana espiano i loro peccati prima di giungere in paradiso; paiono danzare pur tra le fiamme e le lingue di fuoco che avvolgono i corpi nudi. Camassa attivo e conosciuto come l’artista delle icone, rifacendosi molto alla tradizione ortodossa che venera Dio, la Vergine, Santi e Beati con un linguaggio unico e prezioso, ultimamente ha evoluto la sua produzione pittorica con una modulazione più occidentale, tant’è che lo sfondo scenografico si mostra con aperture in fo
glia oro che rendono il dipinto unico e irripetibile, emozionante, bello e aureo.
Infine la “Crocifissione”, una scultura di Mario Creti artista di San Donato di Lecce, elaborata con diversi materiali (di cm. 110x35x10, 2026) si mostra in tutta la sua sofferenza e umanità, ove il corpo di Cristo è tutt’uno con la croce che lo tiene, ed è particolarmente segno non di morte ma di vita, forsanche per il tono muschiato che percorre tutta la scultura, quel tono da sottobosco del creato che lascia vivere la preziosità di ogni vita terrena, lasciando emergere quell’umanità già cantata da Jacopone da Todi, e che con Creti si mostra attraverso una forma
moderna e contemporanea.
Carlo Franza

