L’anima mediterranea di Renato Guttuso al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano di Roma nel quarantesimo della morte.
Roma, 8 ottobre 2026 – Il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano ospita fino al 28 febbraio 2027 la mostra Renato Guttuso. Anima mediterranea, l’antologica che riporta il maestro
siciliano nella Capitale a oltre dieci anni dall’ultima retrospettiva romana e a 40 anni dalla morte. L’esposizione, a cura di Vittorio Sgarbi e Marina Giordano, è prodotta dalla società Navigare, nell’ambito di un’iniziativa culturale del Ministero della Difesa – Difesa Servizi S.p.A., con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana.
Un appuntamento di rilievo per Roma, dove Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987) visse e lavorò dal 1937 fino alla morte: approdo di quella che Ezio Pagano, gallerista e amico dell’artista e curatore del progetto scientifico della mostra Renato Guttuso: 12 tappe tra arte, vita e storia, ha definito «una lunga traversata» tra la terra natia sicula e la Roma dell’impegno politico e intellettuale.
Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere tra oli, disegni, acquerelli e incisioni dagli anni Trenta agli Ottanta, provenienti in gran parte da collezioni private, tra cui Giuseppe Iannaccone, Lino Mezzacane e Leonardo La Rocca, e da istituzioni pubbliche come il Mart di Trento e Rovereto, la Fondazione Sicilia e la Banca d’Italia. La mostra è articolata in cinque sezioni tematiche – Volti; Sicilia; Natura viva, nature morte; Artista e società; Il femminile – che restituiscono una ricerca capace di intrecciare vita privata, identità e impegno civile, in dialogo con i grandi maestri del passato, da Antonello da Messina a Caravaggio, da Ingres a van Gogh, da Picasso a Grosz.
Nella sezione Volti, agli autoritratti si affiancano i ritratti della moglie Mimise, del dirigente comunista Mario Alicata e di altri, fino al Ritratto postumo di Kafka, immagine “di invenzione” basata su fotografie d’epoca, e al Sorriso dell’ignoto marinaio,
acquaforte omaggio al Ritratto di ignoto marinaio di Antonello da Messina, per il romanzo storico di Vincenzo Consolo. Il legame con la terra natale attraversa la sezione Sicilia, dove spiccano lo Studio per La Vucciria del 1974, preparatorio al celebre dipinto, e la monumentale Eruzione dell’Etna. Alla sezione Natura viva, nature morte appartengono, tra gli altri, Natura morta con garofani e frutta, tra le prime di Guttuso, e Pannocchia di granturco, La finestra blu e i Fichi d’India, insieme ai paesaggi di Tivoli e di Varese, e alla litografia a colori I girasoli, omaggio a van Gogh. La sezione Artista e società raccoglie le opere di più aperto impegno civile: dal monumentale dipinto Pesca del pesce spada al crudo Massacro degli agnelli, dalla Marcia di contadini nel feudo,
dedicata alle lotte per la riforma agraria, al celebre La notte di Gibellina, ispirato al terremoto del Belice del 1968, fino all’acquaforte Omaggio a Picasso – Colombe. Infine, Il femminile esplora il corpo e la figura della donna, dalla drammatica Donna che grida alla sensuale Ragazza bionda su poltrona nera.
“Per Guttuso – scrive il curatore Vittorio Sgarbi – non c’è stata mai, né avrebbe potuto esserci, pittura senza realtà”: una realtà che il pittore conosceva attraversando l’esistenza con pienezza, e a cui la
mostra riconduce l’Anima mediterranea evocata dal titolo. “L’anima mediterranea – spiega la curatrice Marina Giordano – non si esaurisce nei confini cartografici, ma indica una specifica forma mentis”: la sua Sicilia rappresenta la memoria, Roma la militanza politica nel PCI, la pittura lo strumento privilegiato di racconto e impegno.
A sottolineare, inoltre, l’importanza della rassegna, anche i numerosi patrocini: del Ministero della Difesa, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e Roma Capitale, della Presidenza ARS – Assemblea Regionale Sicilia, degli Assessorati regionali ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, del Comune di Bagheria con i musei: Museo Renato Guttuso e Museum, del Comune di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – MAC Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”.
Carlo Franza
