Roma – Era il 18 novembre del 1626 quando Papa Urbano VIII Barberini consacrava la nuova Basilica di San Pietro, costruita al posto della chiesa eretta da Costantino sulla tomba del primo Apostolo. “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversum eam. Et tibi dabo claves regni coelorum. Et quodcumque ligaveris super terram, erit legatum et in coelis; Et quodcumque

solveris super terram, erit solutum et in coelis”. ( Così nel Vangelo di Mt 16, 18-19).  A 400 anni dalla dedicazione, la Fabbrica di San Pietro è pronta a celebrare l’anniversario con un anno di eventi e iniziative, non solo momenti di spiritualità e di cultura, ma anche nuovi servizi digitali dedicati ai pellegrini e un’infrastruttura di altissima tecnologia per il monitoraggio e la salvaguardia della straordinaria architettura alla quale lavorarono Bramante, Michelangelo e Bernini. La Basilica di San Pietro si prepara a celebrare il quarto centenario della sua Dedicazione (1626-2026) con un programma ambizioso che unisce fede, arte e scienza. Sotto lo slogan “Oltre il visibile”, il progetto mira a rendere la Basilica un luogo di “estroversione verso il mondo”, capace di accogliere pellegrini e turisti con strumenti mai visti prima. “Il centenario è già iniziato, ma vogliamo valorizzarlo per attualizzare un evento storico”, ha spiegato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Vaticana. Il logo delle celebrazioni riprende la croce utilizzata nel 1626, anno in cui la nuova Basilica sostituì quella costantiniana. “Se Giulio II dovette demolire per ricostruire, oggi Papa Leone XIV può rinnovare senza distruggere”, ha sottolineato Gambetti. Dopo il Giubileo della Speranza, i propositi per il 2026 parlano di accoglienza e di vicinanza alle persone, ma anche del desiderio di coniugare memoria e futuro nel luogo che è considerato il cuore della Cristianità, attualizzandone il messaggio. Ecco le novità più attese. Il rinnovamento della Basilica non è però solo strutturale, ma passa attraverso una vera e propria rivoluzione dei servizi, pensata per rendere il sacro più vicino e accessibile. Tra le novità che stanno già suscitando maggiore curiosità c’è l’integrazione dell’intelligenza artificiale al servizio della fede: una nuova applicazione dedicata consentirà infatti ai pellegrini di ogni nazionalità di seguire le liturgie con una traduzione simultanea in ben 60 lingue, abbattendo ogni barriera linguistica durante la preghiera. Parallelamente alla tecnologia digitale, San Pietro si apre fisicamente ai suoi visitatori con un progetto di accessibilità totale. Per la prima volta, l’intera terrazza della Basilica sarà percorribile — oggi ne è visitabile solo un terzo — trasformandosi in un percorso espositivo multimediale che svelerà i segreti e l’evoluzione della sua architettura secolare. Per evitare le lunghe attese, entrerà inoltre in funzione lo SmartPass, un sistema di prenotazione digitale progettato per gestire i flussi in modo fluido e garantire a tutti un ingresso più rapido e ordinato. Infine,

l’arte contemporanea torna a dialogare con la tradizione: il 20 febbraio 2026 è stata inaugurata la nuova Via Crucis, opera di un giovane artista svizzero Manuel Andreas Dürr, che si è aggiudicato un prestigioso concorso internazionale, portando una ventata di freschezza espressiva tra le mura della Basilica proprio in apertura delle celebrazioni del centenario, Via Crucis che sarà protagonista delle prossime celebrazioni quaresimali. Ora finalmente la tecnologia sarà al servizio del Sacro. Basti pensare al progetto sostenuto da una collaborazione d’eccellenza con Eni, finalizzata alla tutela e alla conoscenza profonda del complesso monumentale. Claudio Granata (Eni) ha definito l’intervento come “il primo caso al mondo” per estensione e precisione: sono stati effettuati rilievi geologici su oltre 80mila metri quadrati. Annalisa Maccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo funzioni tecniche di Eniha descritto un lavoro “in punta di piedi”: 4500 ore di attività, tra laser scanning e indagini notturne, per esplorare le fondamenta senza alterare il luogo. “Oggi siamo in grado di conoscere il comportamento della Basilica in relazione ai terreni e alla falda acquifera in tempo reale”, ha assicurato. Persino la Sensoristica è avanzata. “In passato si usavano ‘vetrini a farfalla’ per monitorare le lesioni”, ha ricordato Alberto Capitanucci, responsabile tecnico della Fabbrica di San Pietro. “Oggi, grazie alla nuova sensoristica, possiamo anticipare le tendenze di un comportamento strutturale prima che si manifesti in modo conclamato”. Indagini geofisiche, geologiche, topografiche e strutturali condotte su una superficie di circa 80 mila metri quadrati – dalle parti visibili, come la facciata, i colonnati, il corpo basilicale, le coperture e il sagrato, a quelle non visibili, come le Grotte Vaticane e la Necropoli – hanno concorso alla realizzazione del progetto: un vero e proprio viaggio “dietro le quinte” di San Pietro, che ha permesso di individuare le tracce degli interventi di ciascuno dei grandi architetti della Fabbrica. “Quella che non si vede è forse la parte più poetica e affascinante di questo progetto”, ha osservato con emozione Fabrizio Mastai, Project Manager e Civil Engineering Knowledge Owner di Eni.

La ricerca iniziata nello sterminato Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro, custode di volumi, progetti e manoscritti datati tra il XVI e il XVIII secolo, è sfociata infine nella creazione di un modello digitale tridimensionale che, attraverso tre reti di sensori installati sulle superfici del monumento, ne monitora in tempo reale lo stato di salute, fornendo informazioni precise al millimetro.  Tra i sorvegliati speciali c’è il pilone della Veronica, uno degli elementi su cui insiste il peso del tamburo della cupola, che in passato ha evidenziato spostamenti meritevoli di attenzione seppur millimetrici.

“Negli ultimi anni come Fabbrica di San Pietro abbiamo avviato un percorso organico che ci ha portati a pensare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo”, ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro: “Il progetto realizzato con Eni e le altre iniziative che abbiamo presentato spingono lo sguardo verso il futuro, verso il quarto Millennio, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della Basilica e

di prendersene cura in modo sempre più consapevole. Se la tecnologia è guidata da visione e responsabilità condivise, può esprimere un linguaggio capace di aiutare l’uomo di oggi a leggere quell’intreccio di storia, arte e spiritualità che fa della Basilica di San Pietro un unicum nel mondo”. A completare l’identità digitale del Centenario sarà anche un font dedicato, il “Michelangelus”, ispirato alla grafia autografa del Buonarroti. Ecco infine gli eventi celebrativi per i 400 anni della costruzione e dedicazione della nuova Basilica di San Pietro. Il calendario delle celebrazioni si snoda attraverso un fitto intreccio di liturgia, arte e riflessione, offrendo ai fedeli occasioni costanti di incontro e preghiera. Il ritmo settimanale della Basilica sarà scandito, ogni sabato alle 16:00, dalle elevazioni spirituali, momenti di meditazione accompagnati dal fascino senza tempo dei canti polifonici. Per chi desidera approfondire il significato teologico della Dedicazione, sono invece in programma tre Lectio Pastorali — il 24 marzo, il 26 maggio e il 13 ottobre — che animeranno l’altare della Cattedra alle ore 19:00. Il culmine dei festeggiamenti toccherà momenti di grande partecipazione popolare e solennità: in occasione della Festa dei Santi Pietro e Paolo (29 Giugno), la Basilica si farà palcoscenico per la rappresentazione teatrale di Michele La Ginestra, dedicata proprio ai due apostoli pilastri di Roma. Il lungo cammino del Centenario troverà infine il suo compimento naturale il 18 novembre 2026, quando Papa Leone XIV presiederà la Santa Messa solenne per la chiusura delle celebrazioni, sigillando un anno destinato a restare nella storia della Fabbrica di San Pietro.

Carlo Franza

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