Quadrifluox nasce da un’idea semplice e radicale: l’inchiostro non deve limitarsi ad assorbire la luce, può generarla. Dal 2018 il progetto, a cura di Piergiuseppe Molinar, trasforma l’inchiostro fluorescente in un linguaggio artistico autonomo, ridefinendo il rapporto tra carta, immagine e percezione.

Sotto la luce di Wood l’opera cambia stato: l’immagine si accende, si espande, rivela livelli nascosti e dettagli invisibili. La fluorescenza non è un effetto speciale o decorativo, ma parte integrante della costruzione visiva.

Dopo una prima fase sperimentale che ha coinvolto istituti di alta formazione, tecnici e creativi, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio campo d’azione: dalla ricerca tipografica alla produzione editoriale, fino a un utilizzo narrativo della luce come struttura dell’immagine.

In occasione di Parma 360, Quadrifluox presenta un percorso espositivo -a Palazzo Pigorini a Parma fino al 2 giugno- che restituisce l’evoluzione della ricerca attraverso una selezione di opere stampate: un viaggio tra sperimentazione visiva, illustrazione e graphic novel che fonde rigore tecnico e visione artistica. Nelle graphic novel realizzate, la fluorescenza diventa dispositivo di racconto; con Hello Fluo!, la logica della programmazione si fonde con la materia della stampa tipografica, rendendo tangibile il dialogo tra arte digitale e sperimentazione analogica.

In un’epoca dominata dagli schermi, Quadrifluox riporta l’attenzione sull’oggetto stampato e ne ridefinisce il ruolo: la carta non è più superficie passiva che riflette il visibile, ma attraverso la fluorescenza diventa corpo attivo, capace di emettere luce e competere con la brillantezza degli schermi digitali.

In mostra sono visibili, tra gli altri, i lavori degli illustratori Elisa Talentino, Matteo Berton, Hikimi, Davide Saraceno, Francesco Poroli, Riccardo Guasco, Daniele Catalli, Jacopo Rosati, Madeleine Frochaux e Marco Cazzato.

Tra le graphic novel presentate: Torino 8290 di Alessandro “Kalla” Calabrese; Panico Paura di Andra Rosta (Alessandra Rostagnotto); Rêve di Antoine Orand e il progetto Hello Fluo!, realizzato in collaborazione con Mekit Studio e nato da un workshop dedicato all’arte generativa, in cui 15 designer hanno esplorato il potenziale creativo degli algoritmi per dare vita a visual unici e imprevedibili.

Piergiuseppe (Beppe) Molinar (1972), consegue il diploma di laurea in Tecniche ed Arti della Stampa presso il Politecnico di Torino. Dopo un’esperienza come docente nei corsi di formazione professionale grafica presso i Salesiano di Torino, si specializza nella gestione colore per l’editoria e la stampa assumendo la responsabilità della prestampa digitale e del controllo qualità di stampa in una tipografia torinese. Collabora con l’associazione Volumina importanti progetti editoriali per artisti come David Cronenberg e Michael Nyman, curando la riproduzione dei colori nelle pubblicazioni stampate e nelle esposizioni. Dopo un periodo nell’editoria digitale, con collaborazioni con editori come Lattes e Sei, torna alla stampa e al colore fondando un laboratorio Fine Art/Giclée che propone stampe d’arte e tirature limitate con il progetto 70Magenta, da cui nasce successivamente mygiclée.it. Dal 2011 al 2022 è docente a contratto presso il Politecnico di Torino e lo IED di Torino nei corsi dedicati ai processi e alle tecniche di stampa. Attualmente vive e lavora in Provenza dove ha avviato un laboratorio di stampa Risograph e fine art per illustratori e artisti locali.

Carlo Franza

 

 

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