Herta Ottolenghi Wedekind e il sogno dell’opera d’arte totale. Straordinaria mostra alla Galleria Berardi di Roma.

Figlia dell’imprenditore e banchiere Paul Wedekind e moglie del conte genovese Arturo Ottolenghi, Herta Ottolenghi Wedekind (Berlino 1885 – Acqui 1953) è stata una mecenate illuminata nonché una delle principali protagoniste della straordinaria stagione delle arti decorative degli anni Venti-Trenta. Allieva dell’artista tedesco Hans Stoltenberg – Lerche, con il quale studia a Roma tra il 1910 e il 1912, esordisce nel campo della scultura. Intorno al 1920 mette a punto un innovativo procedimento, brevettato nel 1922, per la creazione di disegni per opere di arte applicata basato sulla duplicazione simmetrica di motivi astratti ottenuti mediante casuali tracciati di inchiostro secondo una modalità che presenta punti di contatto con le contemporanee “macchie di […]

  

La nonnina che elogia il Fascismo, e i nipoti entusiasti della nonna fascista. Ma la legge Fiano cancellerà anche l’arte e l’architettura fascista?

Immagino ricorderete quanto è stato detto e scritto prima delle elezioni politiche del marzo 2018. Si vedevano i  fantasmi del  fascismo dappertutto, tanto che l’Onorevole Fiano spinse per una legge, approvata  dalla Camera e ancora in Commissione Senato, che mira a punire la propaganda di contenuti e immagini del regime fascista e nazifascista.  Tant’è che come Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea mi son detto: “ma cosa succederà alle opere d’arte relative al ventennio e ai documenti storici dell’epoca?”. E agli studenti dei corsi universitari e dei licei quali opere potremmo far vedere, oppure occorre cancellare  artisti come Mario Sironi, Enrico Prampolini, […]

  

Sironi e il Fascismo tornano alla luce nell’Aula Magna del Rettorato all’Università La Sapienza di Roma. La Storia non si cancella.

Un grande affresco di Sironi all’Università  La  Sapienza ha  nuovamente riaperto le polemiche   e portato alla luce i tabù dell’Italia di fronte alla parola fascismo. E lentamente, proprio lentamente, sotto le spazzole e gli attrezzi  delicati del restauratore, riemergeva la punta di un enorme, monumentale fascio littorio. Persino  i lineamenti della Vittoria alata, armata di gladio romano, riprendevano il loro profilo marziale e futurista, come l’elmetto militare della Grande Guerra, scintillante, e la scritta in caratteri romani: XIV° anno dell’era fascista. Così, mentre l’opera  di Mario Sironi, un innegabile capolavoro, che dopo la  Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza era […]

  

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