Reggio Emilia, novembre  2021 – La Fondazione Palazzo Magnani ha aperto la stagione autunnale con due entusiasmanti eventi presso i Chiostri di San Pietro, che hanno donato grande vivacità culturale alla città: settembre, infatti, ha visto la Fondazione protagonista insieme al Comune di Reggio Emilia, della prima edizione del festival di Internazionale Kids –prodotto in collaborazione con la redazione di Internazionale– e dell’apertura della mostra “Caleidoscopica. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli” – che ha registrato in soli tre giorni più di 500 ingressi. Oggi la Fondazione Palazzo Magnani è pronta a raccontare le attività future che completano il programma di mostre ed eventi fino alla prossima primavera e che saranno come sempre focalizzati sulla linea di confine tra i linguaggi del contemporaneo.

La storica sede di Palazzo Magnani sarà interessata da lavori di manutenzione e dal rinnovo dell’allestimento, per cui è stato lanciato in questi mesi un concorso di progettazione architettonica, che si è appena concluso. Il progetto di ristrutturazione, promosso dalla Provincia di Reggio Emilia (proprietaria dello storico palazzo) insieme alla Fondazione Palazzo Magnani, permetterà di rendere la sede espositiva – che da più di vent’anni offre ai visitatori occasioni di incontro e scambio – uno spazio ancora più funzionale, attrattivo e inclusivo.

Palazzo da Mosto, ospitata una mostra molto particolare, nata nel segno del dialogo e della sperimentazione, grazie al contributo della Fondazione Manodori e alla disponibilità di questo splendido palazzo. Dal 12 novembre 2021 al 16 gennaio 2022, infatti, la Fondazione Palazzo Magnani insieme alla Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto presentano ORIZZONTI DEL CORPO. Arte/Danza/Realtà Virtuale, un progetto inedito che unisce arti visive, performative e tecnologia in un continuo scambio: l’arte, con le opere di tredici artisti contemporanei invitati negli spazi di Palazzo da Mosto; la danza, con le Micro Danze ideate da cinque coreografi internazionali in un dialogo con le opere moltiplicatore di emozioni; la tecnologia, con strumenti virtuali e immersivi che consentiranno ai visitatori di proiettarsi nelle performance per tutta la durata della mostra, permettendo loro di incontrare sia la fisicità dei danzatori che la materia dell’arte in un modo del tutto inedito, innescando una nuova relazione con lo spazio.

Il percorso espositivo, a cura di Marina Dacci, si sviluppa in otto sale dello storico Palazzo da Mosto mettendo in connessione installazioni danzate (le MicroDanze) con una trentina di opere d’arte contemporanea dei tredici artisti contemporanei invitati. Leonardo Anker Vandal, Bianco-Valente, Fabrizio Cotognini, Antonio Fiorentino, Silvia Giambrone, Gianluca Malgeri, Matteo Montani, Mustafa Sabbagh, Vincenzo Schillaci, Namsal Siedlecki, Sissi e Giovanni Termini sono artisti italiani o che vivono da tempo in Italia: le loro opere, per vocazione e assonanza, sono affiancate da sei MicroDanzenate da un’idea di Gigi Cristoforetti, direttore generale della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e ideate da cinque coreografi: Saul Daniele Ardillo, Philippe Kratz, Ina Lesnanowski, Angelin Preljocai, Diego Tortelli. Si tratta di performance di pochi minuti, per uno due o tre interpreti, destinate a spazi ristretti e a una fruizione espositiva. Le sei Micro Danze

ospitate a Palazzo da Mosto sono parte di un corpus di dodici performance brevi coprodotte dalla Fondazione Palazzo Magnani e dalla Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, affidate a coreografi nazionali e internazionali, sia giovani che affermati e il cui debutto europeo è fissato ad Atene il 9 e 10 ottobre 2021, nell’ambito del progetto europeo AN IDEAL CITY, in partnership con Les Halles de Schaerbeek di Bruxelles e la Greek National Opera di Atene, co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.

Dal 9 dicembre 2021 al 13 marzo 2022, inoltre, un’importante produzione della Fondazione Palazzo Magnani – La vita materiale. Otto stanze Otto storie a cura di Marina Dacci – presentata nel 2018 a Palazzo da Mosto – valicherà i confini nazionali, giungendo a Bruxelles, negli spazi della CENTRALE for contemporary art col titolo LA VIE MATÉRIELLE.

La mostra, che verte sul legame tra arte e vita, intimità e socialità e sulla relazione sinestetica tra corpo e materia nel processo di produzione delle opere, è stata ripensata per lo spazio industriale belga e attualizzata con nuove produzioni. Le opere e la poetica delle 8 artiste italiane (Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Ludovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui) saranno affiancate a quelle delle 4 artiste che operano in Belgio (Lea Belloussovitsch, Gwendoline Robin, Lieve Van Stappen, Arlette Vermeiren) a cura congiunta di Carine Fol, direttrice artistica della Centrale, e di Marina Dacci.

Seguirà una primavera intensa e vivace, con Fotografia Europea, il festival di Reggio Emilia interamente dedicato alla fotografia contemporanea, promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, in cui già il titolo preannuncia nuovi sguardi sul futuro.

La direzione artistica del festival, confermata nel team formato da Tim Clark, Diane Dufour e Walter Guadagnini, mantiene dunque la vocazione poetica dello scorso anno proponendo come tema dell’edizione 2022 Un’invincibile estate ispirata dalla frase del grande scrittore francese Albert Camus “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate”.

In un momento come l’attuale, di passaggio e di crescita, successivo a un periodo di eccezionale complessità, la frase di Camus induce a una riflessione sulle forze interiori che guidano l’uomo nelle sue azioni in ogni momento della sua vita, sia esso “l’inverno”, sia essa l’attesa “estate”. Un principio che vuole sottolineare un altro elemento della natura umana e della sua capacità di reazione alle avversità, alle difficoltà del momento: il coraggio, la capacità di affrontare non attraverso la speranza, ma attraverso le scelte concrete del presente, tutte le condizioni – favorevoli e sfavorevoli – che ci vengono proposte dal mondo. Questo sarà il focus della nuova edizione, che animerà la città di Reggio Emilia dal 29 aprile al 12 giugno 2022.

La macchina di Fotografia Europea è già a lavoro e tra brevissimo sarà lanciata la Open call, la chiamata del festival che invita artisti e curatori a presentare progetti inerenti al tema di quest’anno, in cui i selezionati potranno far parte del circuito ufficiale delle mostre.

Seguirà una primavera intensa e vivace, con Fotografia Europea, il festival di Reggio Emilia interamente dedicato alla fotografia contemporanea, promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, in cui già il titolo preannuncia nuovi sguardi sul futuro. La direzione artistica del festival, confermata nel team formato da Tim Clark, Diane Dufour e Walter Guadagnini, mantiene dunque la vocazione poetica dello scorso anno proponendo come tema dell’edizione 2022 Un’invincibile estate ispirata dalla frase del grande scrittore francese Albert Camus “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate”.

In un momento come l’attuale, di passaggio e di crescita, successivo a un periodo di eccezionale complessità, la frase di Camus induce a una riflessione sulle forze interiori che guidano l’uomo nelle sue azioni in ogni momento della sua vita, sia esso “l’inverno”, sia essa l’attesa “estate”. Un principio che vuole sottolineare un altro elemento della natura umana e della sua capacità di reazione alle avversità, alle difficoltà del momento: il coraggio, la capacità di affrontare non attraverso la speranza, ma attraverso le scelte concrete del presente, tutte le condizioni – favorevoli e sfavorevoli – che ci vengono proposte dal mondo. Questo sarà il focus della nuova edizione, che animerà la città di Reggio Emilia dal 29 aprile al 12 giugno 2022.

La macchina di Fotografia Europea è già a lavoro e tra brevissimo sarà lanciata la Open call, la chiamata del festival che invita artisti e curatori a presentare progetti inerenti al tema di quest’anno, in cui i selezionati potranno far parte del circuito ufficiale delle mostre.

 Carlo Franza

 

 

 

 

 

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