Foggiascape di Gabriele Torsello il fotografo che legge il territorio pugliese come narrazione di luoghi con profonde trasformazioni sociali ed economiche
Spazialità temporale storica e contemporanea di Kash Gabriele Torsello Progetto Vincitore di Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Diciamo subito che con questo nobile progetto si parla di SUD, giacchè il bravissimo Torsello fotografa una terra -la
Capitanata- non solo dimenticata, ma oltraggiata, abbandonata e oggi in mano alla “malavita”. La terra, la coltivazione della terra e la raccolta dei suoi prodotti, oggetto di sfruttamento ad iniziare da migranti qui arrivati in cerca di fortuna.
Dieci anni di lavoro di Kash Gabriele Torsello tra borghi che si spopolano, cave che scavano la terra, periferie che resistono. Non cartoline, non cronaca, uno sguardo che si è preso il tempo di restare. Le mostre sono a cura di Renata Ferri, tra le più autorevoli figure della fotografia italiana contemporanea. Il progetto espositivo è promosso dall’Associazione Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e sostenuto da Strategia Fotografia 2025.
FOGGIASCAPE è di più che una semplice esposizione fotografica: è un progetto culturale capace di mettere in relazione arte contemporanea, cittadinanza e territorio, utilizzando l’immagine fotografica come strumento, sia per leggere il presente sia per immaginare nuove narrazioni dei luoghi.
Un percorso che intreccia paesaggio, impegno civile, borghi rurali, periferie urbane, paesaggi naturali e spazi segnati da profonde trasformazioni sociali ed economiche. Il progetto restituisce uno sguardo complesso sulla provincia di Foggia e sulla Capitanata contemporanea.
Le immagini raccolte da Torsello attraversano luoghi e comunità spesso raccontati attraverso semplificazioni e stereotipi, offrendo invece una narrazione attenta alle relazioni tra persone, territorio e memoria. Il risultato è un racconto visivo che invita a riflettere sulle trasformazioni del paesaggio, sulle fragilità sociali ed economiche, ma anche sulle forme di resistenza, convivenza e cura che continuano ad attraversare il territorio.
Il progetto è nato da un lavoro di ricerca condotto dall’artista, fotografo e documentarista Kash Gabriele Torsello (Alessano/LE) dal 2012 al 2022 e successivamente approfondito con studi e ricerche storiche e attuali.
Ospitare FOGGIASCAPE nel Poli Biblio-Museali di Lecce, Brindisi e Foggia è significato voler mettere in dialogo territori diversi della Puglia attraverso il linguaggio della fotografia. Difatti, anche se le immagini raccontano il territorio della Capitanata, fanno però riflettere su questioni che riguardano l’intera regione perché ‘La Puglia é tutta Uguale’. Emerge così una narrazione lontana sia dagli stereotipi del degrado, sia dalle rappresentazioni superficiali del Mezzogiorno.
Le mostre allestite in più sedi, al Castello di Acaya (Vernole, LE) e al Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” di Brindisi resteranno aperte al pubblico fino al 30 Agosto 2026 e saranno accompagnata da incontri di approfondimento, workshop e momenti di confronto con l’autore ed altri ospiti.
A settembre le due mostre saranno trasferite presso la Galleria Provinciale d’Arte Moderna e Contemporanea Galleria Palazzo Dogana di Foggia e allestite insieme ad una finale terza mostra FOGGIASCAPE nella sua propria completezza, aperta gratuitamente fino ad ottobre 2026.
Ecco il Progetto fotografico e documentario

Accadia 24 aprile 2013
Accadia (Foggia): Penitenziario finito nel 1993. Capienza 90 posti. Attualmente proprietà del Comune che lo ha trasformato in una discarica a cielo aperto. Mai utilizzato come carcere.
FOGGIASCAPE è un progetto fotografico e documentario sviluppato da Gabriele Torsello tra il 2012 e il 2022. Il lavoro esplora il paesaggio urbano, sociale e naturale della provincia di Foggia. Torsello, fotografo salentino, unisce alla sensibilità estetica un’attenzione politica e antropologica, raccontando il Sud in modo critico ma partecipe. Il suo sguardo attraversa una terra segnata da fratture profonde: il caporalato nei campi di Borgo Mezzanone, lo spopolamento dei borghi rurali, le cave di Apricena, le periferie di Foggia, il Gargano tra silenzi e spiritualità. Ma nei margini si aprono anche spazi inattesi: convivenze, resistenze, gesti quotidiani di cura. Le immagini non registrano, interrogano. Sfuggono la retorica del degrado o della bellezza cartolina, e costruiscono un archivio vivo di una “Puglia interna”, fragile e reale. La Capitanata, tra le aree più produttive d’Italia, è anche tra le più vulnerabili: agricoltura intensiva, erosione del suolo, risorse idriche insufficienti, lavoro irregolare, povertà educativa, migrazioni forzate, presenza criminale. In questo contesto, l’arte contemporanea può agire come strumento politico: non estetizzazione, ma narrazione alternativa; non ornamento, ma attivazione di sguardi e consapevolezze. FOGGIASCAPE è un archivio politico ed emotivo, non un reportage. È un tentativo di dare corpo a una terra spesso ignorata, dove abbandono e resistenza convivono.
Propone un’altra narrazione: fatta di prossimità, complessità, tempo lungo. Un invito a pensare
nuove forme di appartenenza, relazione e futuro. Il territorio Dauno, in particolare la provincia di Foggia, è segnato da criticità sociali, ambientali ed economiche che incidono sulla vita quotidiana e sulla percezione del paesaggio. Il caporalato, l’agricoltura intensiva, l’abbandono scolastico e la desertificazione culturale definiscono un contesto difficile, che richiede nuove narrazioni capaci di restituire dignità e visione futura a un’area spesso marginalizzata nel discorso nazionale.
La mostra FOGGIASCAPE nasce da questa esigenza, usando l’arte contemporanea non per offrire risposte, ma per generare riflessione e confronto. Lo sguardo di Torsello, attento al territorio e in dialogo con le comunità, restituisce una rappresentazione stratificata della Capitanata: terra di lavoro e sfruttamento, ma anche di resistenza, creatività e radicamento. In questa prospettiva, l’arte partecipativa e site-specific diventa strumento per ridefinire l’identità di un luogo, attivando processi di cura, riappropriazione e consapevolezza.
FOGGIASCAPE afferma l’urgenza di un patrimonio contemporaneo fatto di esperienze, fragilità, desideri tensioni del presente. Le opere non sono solo da osservare, ma da attraversare e interrogare. La mostra vuole essere un dispositivo di ascolto e attivazione, capace di coinvolgere cittadini, studenti, migranti, lavoratori, amministrazioni. Invita a riflettere su giustizia sociale, sostenibilità, memoria e futuro. Qui l’arte non è decoro, ma occasione politica di rielaborazione collettiva, un invito a guardare e vivere lo spazio in modo diverso.
Carlo Franza

