Un trionfo i risultati d’Asta de Il Ponte Casa d’Aste. Il primo semestre 2026 si chiude registrando € 18,1 milioni di fatturato complessivo, l’84% dei lotti venduti e una rivalutazione media delle stime di partenza dell’83%.
Non solo i risul
tati di ogni singola asta ma anche quelli semestrali e annuali de Il Ponte Casa d’Aste lasciano tutti sorpresi, sono una conquista senza fine, specie alla luce di un contesto come l’attuale, dove il mercato ha segni di aritmie e fibrillazioni. Già da due anni Il Ponte ha una visione
europea e internazionale, essendo diventato parte integrante del Millon Auction Group (MAG), il quale, nei primi sei mesi dell’anno, ha raggiunto un fatturato aggregato di € 96,3 milioni (diritti inclusi), registrando una crescita del 36,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I principi fondanti su cui Il Ponte ha costruito la sua storia, vale a dire “Responsabilità e credibilità”, colonne su cui poggia la Casa d’Aste milanese e la propria presenza europea attraverso il Gruppo Millon, danno certezza dei valori che, da oltre cinquant’anni, hanno guidato la sua crescita sul mercato nazionale, conquistando reputazione e sviluppo.
Da gennaio a luglio 2026 Il Ponte ha organizzato 78 aste nelle due sedi milanesi di Palazzo Crivelli e Via Medici del Vascello: ben 10 appuntamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025, presentando 11.271 beni attraverso 28 dipartimenti, puntando su specializzazioni in continua espansione che si rivolgano a sempre più mercati e forme collezionistiche. Questa
intenzione richiede molta expertise a livello di Gruppo e, quindi, l’interconnessione strettissima tra esperti italiani e francesi – un confronto con specialisti a livello internazionale per accrescere l’autorevolezza da offrire tanto al circuito privato quanto a quello istituzionale.
Ed è proprio grazie ai rapporti sempre più consolidati con esponenti nell’ambito museale e della ricerca che il 2026 ha debuttato con la straordinaria vendita per 537.600 euro del “Tito Livio” appartenuto alla
Principessa Ippolita Maria Sforza (top lot del semestre). Un appuntamento d’asta con cui il Dipartimento di Libri e Manoscritti, oltre a raggiungere un nuovo record di fatturato per singola vendita, ha dato prova della competenza maturata anche nel gestire con successo beni già dichiarati di interesse storico e artistico.
Il Ponte nell’arco di questi sei mesi ha condotto una serie di operazioni che evidenziano la capacità dei nostri esperti di interagire con le Soprintendenze e i principali interlocutori istituzionali, favorendo così l’immissione sul mercato italiano di opere sottoposte a vincolo attraverso percorsi pienamente trasparenti e tracciabili. Un’attività che contribuisce alla salvaguardia del patrimonio culturale e, allo stesso tempo, offre ai proprietari dei lotti l’opportunità di una collocazione adeguata sul mercato, preservando il pieno rispetto delle esigenze conservative dei beni.
Un ulteriore e importante esempio di questa sinergia è stato la vendita del raro Album Vallardi (€ 102.400), appartenuto al noto editore milanese Giuseppe Vallardi, presentato in occasione dell’asta di Arredi e Dipinti Antichi di marzo e successivamente donato da Fondazione EQUITA all’Accademia di Belle Arti di Brera in occasione del 250° anniversario dell’istituzione. Si tratta di uno dei più importanti nuclei di disegni neoclassici dell’artista Giuseppe Bossi, comprendente anche tre fogli attribuiti dal professor Fernando Mazzocca ad Andrea Appiani, proprio nell’ambito degli studi condotti in vista dell’inserimento a catalogo. A distinguersi nella stessa vendita anche un rarissimo arazzo manifattura di Oudenaarde a “Feuille de Chou”, del secolo XV-XVI (€ 96.000).
Analogo percorso ha contraddistinto anche l’asta di Arte moderna e contemporanea di maggio, che ha visto tra i principali protagonisti Portrait d’Italo Svevo di Leonor Fini (€ 358.400), acquisito dalla Fondazione CRTrieste quale testimonianza unica della cultura mitteleuropea triestina e di due dei suoi più illustri protagonisti. Sempre di assoluto rilievo museale anche la vendita di Study for Homage to the Square: Full Tenor di Josef Albers (€ 384.000), opera che va a sottolineare l’autorevolezza del dipartimento quale riferimento italiano per la
proposta di artisti e opere di levatura internazionale.
Nella stagione primaverile i comparti di Gioielli e Orologi da collezione hanno raggiunto un fatturato congiunto superiore a € 5,6 milioni. Particolarmente rilevanti gli esiti per due anelli in platino, di cui uno impreziosito da un diamante ottagonale di 20,52 ct. (€ 189.000) e l’altro con zaffiro ottagonale di 7,77 ct. (€ 132.300), mentre nell’ambito dell’orologeria ha spiccato la vendita del Patek Philippe Nautilus Ref. 7018/1A-10 (€ 57.600).
La pittura e la scultura dell’Ottocento continuano la scalata alla ripresa del settore affidandosi alla proposta di opere e di artisti di assoluta e straordinaria qualità, purtroppo a lungo rimasti relegati in una sorta di nicchia territoriale e quindi meno noti ai circuiti di visibilità nazionale. È il caso di Giuseppe Biasi da Teulada che con Ballu tundu (€ 64.000) stabilisce un nuovo record e di Giovanni Battista Galizzi con La baraonda (€ 51.200): due maestri che meritano appieno il riconoscimento del mercato e del collezionismo.
Arti decorative del ’900 e Design con la proposta di un importante nucleo di arredi progettati da Ico Parisi tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta per una residenza comasca, inclusiva di rare versioni prototipali realizzate da Ariberto Colombo, tra cui la coppia di poltrone a uovo modello 813 (€ 20.480) si guadagna le luci della ribalta nella sessione di un giugno insolitamente caldo. Particolarmente contesi anche gli arredi provenienti dall’appartamento monzese di Aurelio Zanotta, progettato da Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, e la Conoid Bench di George
Nakashima (€ 25.600), insolita apparizione sul mercato d’asta europeo.
Non mancano le performance per i dipartimenti meno diffusi che puntano molto sull’integrazione tra Il Ponte e il Gruppo Millon, al fine di favorirne l’ampliamento e la divulgazione. È il caso dei cataloghi co-curati nel Fashion Vintage, dove due capitali della moda come Milano e Parigi sono in grado di intercettare capi firmati dalle maison più ricercate.
Quindi Comic Art, di cui è stato presentato il primo catalogo nato dalla collaborazione tra le sedi di Milano, Parigi e Bruxelles, con alcune peculiarità come la raccolta di Milo Manara dedicata a Valentino Rossi e a seguire il comparto delle Arti Asiatiche – orientale, islamica e indiana – che tra le vendite migliori vede quella di un raro bruciaprofumi con marchio imperiale dinastia Ming (€ 17.920). Tengono il passo anche Filatelia e Numismatica, presentando esemplari rari e ricercati. Infine Sport, un settore dove lo scambio tra esperti è molto serrato e ciò ha contribuito al successo della vendita parigina da record “Football” (maggio 2026 – fatturato di oltre € 1,3 milioni) con alcuni esemplari provenienti dall’Italia, come il pallone ufficiale della finale dei Mondiali 1982 (€ 42.900): Italia e Germania, appartenuto alla collezione di Antonio Cabrini. Un mondiale, quello del 1982, entrato nella memoria e nel cuore collettivo perché ogni partita è stata intensa, viva e spasmodica fino all’ultimo istante, perché in ogni minuto poteva cambiare il risultato e perché è il finale quello che riserva spesso le emozioni e le soddisfazioni più grandi.
È con lo spirito di quel mondiale così tanto italiano e, allo stesso tempo, così tanto globale che la Casa d’Aste Il Ponte affronta la seconda parte dell’anno: con un calendario ricco di proposte, nuove sfide e appuntamenti. Ogni asta è una meravigliosa opportunità per scendere in campo, giocare la propria partita al meglio, coinvolgere ed esaltare il pubblico, continuare a eccellere. I risultati di ogni asta, di ogni semestre, sono frutto di un continuo impegno e di una continua conquista; infatti, nulla è prevedibile e nulla è scontato nel mercato attuale. E’ cosi che il Ponte Casa d’Aste si conquista una cornice impareggiabile, divenendo Nobel dell’Arte italiana ed europea.
Carlo Franza
