A centocinquanta anni dalla nascita e a 100 dalla decorazione riaprono le sale che DUILIO CAMBELLOTTI ideò a Castel Sant’Angelo, per rileggere la formazione del grande artista – artigiano del Novecento. Fino al 6 settembre 2026 Castel Sant’Angelo le Sale Cambellotti, straordinari ambienti decorati da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 e situati accanto alla celebre terrazza dell’Angelo sono aperte al pubblico. L’occasione è la mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, curata da Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli. Le sale – Sala delle Colonne, Sala dei Reparti d’Assalto e Sala della Cavalleria – furono progettate per custodire le bandiere dei reggimenti disciolti dopo la Prima Guerra Mondiale. Cambellotti trasformò questo incarico celebrativo in un’opera di grande forza poetica e simbolica, dove armi, cavalli, vessilli e motivi vegetali diventano elementi di un linguaggio decorativo essenziale e modernissimo. La mostra mette in dialogo le decorazioni monumentali con opere provenienti dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti – disegni, sculture, tempere, manifesti – e con una preziosa raccolta di tessili appartenuti all’artista, esposti per la prima volta dopo il restauro. Tra questi spiccano stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimonianza delle suggestioni visive che alimentarono la ricerca dell’artista.

La riapertura si inserisce nelle celebrazioni per il centenario di Castel Sant’Angelo come museo nazionale e coincide anche con i 150 anni dalla nascita dell’artista. Un importante intervento conservativo e un nuovo impianto di illuminazione restituiscono oggi piena leggibilità alle decorazioni delle volte. Grande attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità: il percorso comprende supporti tattili, pannelli in braille, racconti sonori e strumenti di visita virtuale, con l’obiettivo di ampliare la fruizione del patrimonio anche in un contesto monumentale complesso come Castel Sant’Angelo.

Ad accompagnare il percorso espositivo, due paesaggi sonori immersivi evocano il mondo simbolico di Cambellotti attraverso suoni di bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo ed elaborazioni elettroacustiche, creando un’esperienza sensoriale sospesa tra memoria, materia e immaginazione.

Una figura centrale e originale delle arti decorative in Italia, divenne l’esempio dell’artista artigiano per eccellenza.  Fu mille figure messe insieme, uno degli artisti più versatili dei primi del 900: pittore, incisore, scenografo, designer e grafico, cartellonista pubblicitario, ceramista, illustratore, scultore, inventore di oggetti e suppellettili.

Nato a Roma nel 1876 da padre intagliatore e doratore ebbe da lui i primi insegnamenti di arti applicate, ma si definiva umilmente un ‘autodidatta’, di chi guarda il mondo e lo restituisce trasformato. Costruì il suo linguaggio originale per assorbimento continuo di cio ‘che collezionava: ceramiche di Costantinopoli, sete cinesi, motivi geometrici della moda parigina degli anni ‘20, stoffe dell’Anatolia. Inizialmente si accostò all’Art Nouveau cogliendo le idee di William Morris: l’arte doveva avere finalità sociali, pedagogiche, essere fruibile a tutti. Successivamente si avvicinò al Futurismo.

Ora a Castel Sant ‘Angelo riaprono al pubblico la sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la sala della Cavalleria, le straordinarie sale decorate da Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale. L’esposizione a cura di Luca Mercuri con la collaborazione di Chiara Capulli e dell’archivio dell’opera di Duilio Cambellotti mette in dialogo le volte dipinte dall’artista con le arti decorative, la grafica, la decorazione monumentale e i tessili appartenuti all’artista e donati a Castel Sant Angelo da Francesco Tetro. La mostra è inserita nell’ambito delle iniziative per la ”Giornata Nazionale del Made in Italy 2026” dedicata al tema della formazione.

Foto: Sala della Cavalleria a Castel Sant’Angelo, decorata da Duilio Cambellotti 1925-26

Carlo Franza

 

Tag: , , , ,