La letteratura weird possiamo dire che è fine a sè stessa, ha da sempre rotto con le definizioni convenzionali; si distingue per il suo effetto destabilizzante sul lettore, mette in discussione certezze e percezioni, spesso con elementi surreali, irrazionali o assurdi; trasporta il lettore in territori inesplorati della psiche e della realtà, ponendo prima domande poi le risposte. Ora il new weird integra worldbuilding urbano e magia accettata e digerita, mostrando possibilità narrative interessanti. Ora una “Breve storia della letteratura weird” di Eleonora Carta (Pagine 96, 9,50 euro, Graphe.it) ci offre un panorama interessante di questo filone letterario. Il weird è un sottogenere della narrativa fantasy e horror, nato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, con la finalità di incutere paura, stupore e suggestione senza riferirsi ai cliché del gotico o del sovrannaturale classico, privilegiando invece elementi originali e sovversivi. Gli autori weird spesso evitano creature tradizionali come fantasmi o vampiri, preferendo mostri alieni o tentacolari, come nei racconti di H.P. Lovecraft.  Tra gli iniziatori del weird figurano Edgar Allan Poe, Lord Dunsany, H.P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. Lovecraft è spesso considerato il simbolo del genere, con le sue atmosfere abissali e creature tentacolari (Spaghetti Weird). Altri autori influenti includono Stefan Grabin´ski, Jean Ray e, in epoca contemporanea, scrittori come China Miéville, che definisce il weird come narrativa macabra e stupefacente, vicina al dark fantasy.

Dalla penna di Lovecraft a quella di Stephen King, questo libro di Eleonora Carta esplora la linea sottile tra il normale e il perturbante. Attraverso un percorso che parte dal Satyricon di Petronio e arriva fino a Haruki Murakami passando per Giorgio Manganelli, l’autrice offre chiavi di accesso per comprendere un genere spesso trascurato. Un’opera che non solo affascinerà i cultori, ma incuriosirà anche i neofiti, invitandoli a intraprendere un nuovo, affascinante viaggio letterario. Il genere si concentra anche sulla percezione dell’umanità come fragile e impotente di fronte a forze oscure e incomprensibili.

C’è stato un tempo in cui si diceva che la fantascienza fosse l’unico tipo di letteratura popolare definibile per esclusione, ovvero per “ciò che non era”. Oggi potremmo usare lo stesso espediente per definire la letteratura weird: non è fantascienza, e non e fantasy, non e paranormal, horror ne gotico; non e mystery e non e thriller. Può essere un po’ di tutto questo, ma siamo ancora lontani da una definizione esauriente. Il weird puo includere un elemento soprannaturale, ma non è necessario che lo contenga. Può prevedere elementi irrazionali, surreali o assurdi, ma sempre in via eventuale. Spesso trasporta il lettore su inesplorati territori della psiche, costringendolo a confrontarsi con situazioni «ai confini della realtà» – per citare una popolare serie televisiva weird – o con fenomeni che si muovono su differenti livelli di percezione. Solitamente lascia il lettore con molte piu domande di quante non ne avesse all’inizio della lettura. Talvolta trae in inganno utilizzando immagini o situazioni fuori contesto. Proprio questa distonia, il mancato allineamento tra quel che ci aspettiamo e quel che troviamo, e la vera chiave, perché altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio. (Eleonora Carta).

Non va dimenticato che il weird ha avuto il suo apice negli anni ’30 e ’40, per poi declinare fino agli anni ’80, quando è emersa una rinascita nota come new weird, caratterizzata da atmosfere urbane e distorsioni della realtà; questa evoluzione ha ampliato il genere oltre i pulp magazines statunitensi, rendendolo un modo narrativo autonomo (Corigliano).

 ELEONORA CARTA (1974), vive tra Torino e la Sardegna. Conseguita la laurea in Legge, ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei e si è dedicata alla scrittura di gialli (in libreria per Newton Compton, Piemme, Ischire) e all’organizzazione di eventi come la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso. Con Graphe.it ha pubblicato la Breve storia della letteratura gialla e un racconto di Natale; ha, inoltre, curato la Breve storia del romanzo poliziesco di Leonardo Sciascia.

Carlo Franza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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