Benedetto Croce “Una visita dello Stato Etico. Pensieri sul fascismo (1922–1926)” (a cura di Maurizio Tarantino), Pagine: 92, prezzo 9,50 euro, Graphe.it . Una visita dello Stato Etico restituisce il pensiero autentico di Benedetto Croce sul fascismo attraverso le sue parole, senza mediazioni. Il volume, curato da Maurizio Tarantino, raccoglie 61 testi scritti tra il 1922 e il 1926, gli anni che segnarono la trasformazione dell’Italia da democrazia a dittatura.

Che cosa pensava davvero il grande filosofo napoletano del regime nascente? Come reagì intellettualmente e moralmente all’ascesa di Mussolini? Le risposte emergono direttamente dalla sua corrispondenza privata, dagli articoli pubblicati su “La Critica”, dai Taccuini di lavoro e da altre raccolte, comprendendo due testi inediti.

Di questi scritti ne riporto uno datato 5 giugno 1923 (lettera a Sebastiano Timpanaro fisico e letterato): “Preg.mo Signore…. Per me il fascismo è il contrario del liberalismo. Ma, quando il liberalismo degenera com’è degenerato in Italia tra il 1919 e il 1922 e resta poco più di una vuota e ripugnante maschera, può essere benefico un periodo di sospensione   della libertà: benefico a patto che restauri un più severo e consapevole regime liberale” (pag. 23).

Ma questo libro pone anche una domanda più profonda: può la testimonianza di chi ha vissuto dall’interno il passaggio dalla democrazia alla dittatura insegnarci qualcosa sul presente? Le riflessioni di Croce, acuto interprete del suo tempo, illuminano i meccanismi attraverso cui una società può scivolare verso l’autoritarismo. Il volume si rivolge a studiosi del pensiero crociano, storici del Novecento, insegnanti e lettori interessati ad approfondire questo snodo cruciale della storia italiana attraverso lo sguardo privilegiato di uno dei suoi protagonisti intellettuali rendendo questo volume uno strumento prezioso non solo per gli studiosi, ma per chiunque voglia interrogarsi sul rapporto tra libertà, potere e responsabilità civile.

Spiega il curatore Maurizio Tarantino: “Questo piccolo libro si propone due scopi principali. Il primo è fornire un aiuto al lettore comune che voglia capire che cosa pensava Benedetto Croce del fascismo e come si comportò di fronte a esso, restituendo la sua voce autentica, senza estrapolazioni arbitrarie. Il secondo, più ambizioso, è interrogarsi se la lezione della storia di un secolo fa possa ancora aiutarci a comprendere il presente. La storia è sempre bene conoscerla, soprattutto quando torna a parlarci con tanta urgenza. È passato un secolo dall’avvento del regime di Mussolini e, in questi cent’anni, illustri storici e uomini politici, giornalisti e, ultimamente, “tuttologi da tastiera”, hanno detto la loro sull’argomento, non di rado estrapolando furbescamente questa o quella frase di Croce. Così mi è parso utile far sentire la sua voce autentica, e mettere in fila, quasi giorno per giorno, i suoi pensieri”.

Maurizio Tarantino (Roma 1960), italianista e direttore di biblioteche storiche e musei a Perugia e Ravenna, ha diretto la Biblioteca dell’Istituto “Croce” di Napoli. Al filosofo ha dedicato saggi e recensioni, anche in rapporto a scrittori come Dante, Machiavelli, Calvino, Pascal, Manzoni, figure del Novecento come Einaudi, Gentile, Russo, Laterza, e ne ha curato l’edizione critica della Filosofia della pratica.

Carlo Franza

 

 

 

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