Il Mart omaggia Lamberto Pignotti con un focus espositivo a lui dedicato, in occasione del suo centesimo compleanno.

Tra i fondatori del Gruppo 70 e del Gruppo 63Lamberto Pignotti ha segnato profondamente la neoavanguardia italiana, ha studiato e in qualche modo “rovesciato” il mondo dei media con ironia critica, decostruendo la società dei consumi e giocando con il linguaggio per renderlo “visibile” e interrogativo.

Realizzato in collaborazione con il Collegio Cairoli di Pavia, il progetto si concentra principalmente sugli anni Sessanta e Settanta – i più rivoluzionari e fertili della ricerca dell’artista. In questo periodo Pignotti teorizzò e praticò la poesia tecnologica e visiva insieme agli altri membri del fiorentino Gruppo 70, intrecciando parola, immagine, fotografie di cronaca, inserti pubblicitari e linguaggi della comunicazione di massa e della cultura pop, inclusi cinema e fumetto. La destrutturazione dei linguaggi prosegue negli anni successivi, con ricerche dedicate al rapporto tra pubblicità e universo femminile (al centro anche di numerosi studi teorici), sperimentazioni verbovisive ironiche legate al mondo dei rebus e indagini sul rapporto tra arte, poesia e sensi.

In mostra una selezione di opere d’arte, libri d’artista, poesie sonore, corrispondenza, fotografie d’epoca, volantini, manifesti e materiali documentari restituiscono il fermento delle neo-avanguardie verbovisive. Accanto alle opere della donazione Pignotti, generosamente giunta al Mart nel 2019, sono esposte opere e documenti della collezione Archivio di Nuova Scrittura e del deposito Tullia Denza.

Lamberto Pignotti (Firenze, 1926) è uno dei principali protagonisti della poesia visiva e delle sperimentazioni verbo-visive in Italia. Figlio di un pittore, si forma e vive a Firenze fino al 1968, anno in cui si trasferisce a Roma.

Fin dagli anni Quaranta, assimilando le avanguardie storiche, avvia ricerche innovative che lo porteranno a sviluppare forme artistiche ibride tra parola e immagine. A partire dagli anni Cinquanta affianca all’attività creativa un’intensa produzione saggistica e critica, collaborando con importanti testate come Paese SeraLa Nazione e L’Unità, oltre che con programmi culturali della RAI.

Nei primi anni Sessanta è tra i pionieri della poesia tecnologica e della poesia visiva, contribuendo alla loro definizione teorica e pratica. Nel 1963 fonda il Gruppo 70 e partecipa alla nascita del Gruppo 63, due momenti centrali della neoavanguardia italiana.

Dal 1971 al 1996 insegna all’Università, prima alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS di Bologna, approfondendo i rapporti tra avanguardie artistiche, mass media e nuovi media.

La sua opera si caratterizza per un approccio multimediale e sinestetico: combina linguaggi visivi, verbali e sensoriali, dando vita a forme come collage poetici, cine-poesie, performance, happening e opere interattive (poesie da toccare, mangiare o ascoltare).

Autore prolifico, ha pubblicato numerosi libri di poesia, narrativa e saggistica con editori di rilievo come Mondadori ed Einaudi. Ha inoltre promosso mostre, festival e dibattiti sulla cultura contemporanea, partecipando attivamente alla scena artistica internazionale. Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui premi presieduti da figure come Eugenio Montale e Mario Luzi. La sua produzione è ampiamente documentata in antologie, monografie e collezioni pubbliche e private, confermandolo come una figura centrale nella ricerca artistica tra parola, immagine e comunicazione di massa.

Carlo Franza

 

Tag: , , , , , , , ,