Basta con l’Italianglish. E’ tempo di autarchia linguistica. Riappropriamoci della lingua di Dante, ovvero dell’Italiano.

L’inglese a scuola, l’inglese nella musica, l’inglese nelle lezioni universitarie (vedi il Politecnico di Milano), l’inglese nel lavoro, l’inglese nelle relazioni e nella comunicazione, l’inglese negli uffici stampa, l’inglese nei giornali, l’inglese…. Basta con quest’inglese. Ma la lingua italiana si parla ancora in Italia? E gli italiani conoscono ancora la lingua italiana? Poi questo governo Conte  a trazione PD -Cinquestelle, Leu e oltre,  ha dato il via, a tambur battente,  a termini inglesi in occasione della Pandemia da Covid 19.   E’ così che oggi  si usano  termini inglesi per indicare  azioni e il da farsi, ecco “lockdown” anziché “confinamento”, “Recovery […]

  

Il Governo Conte non ama la lingua italiana. Riprendiamoci l’Italiano. Al via la settimana della lingua sui social.

Drizzate le orecchie, ascoltate, sentirete parlare il Ministro degli Esteri di Maio, con il suo “italiano regionale” da Pomigliano d’Arco: 1) 16 febbraio 2018, Di Maio pubblica su Instagram la foto del foglio con la proposta di un patto che impegna i partiti a dimezzare lo stipendio dei parlamentari. Si legge: “… Mi impegno a far votare […] una legge che DIMEZZA le indennità dei parlamentari e INTRODUCE la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa”. Due congiuntivi sbagliati in un colpo solo. E non bastava la versione “ristretta” del post. Controllando quella estesa, viene fuori un altro errore verbale. “Sono convinto […]

  

Salviamo la Lingua Italiana. Cancelliamo i forestierismi. Facciamo partire una crociata in difesa della nostra lingua.

Dobbiamo urlare tutti che in Italia, nella nostra nazione e nei nostri confini, vogliamo parlare italiano e solo italiano. Salviamo la Lingua Italiana. Non ci aiuta neppure il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con il suo uso di “Jobs Act”, quando avrebbe potuto dire “Riforma del Lavoro”. Mettiamo al bando i forestierismi, le parole straniere. Non ci portano nulla. E poi sono orribili. C’ è da ricordare con rincrescimento la politica linguistica del Fascismo, e al bando conseguenziale che vi fu delle parole straniere (basti ricordare le insegne dei negozi). Oggi molte parole inglesi, ma anche francesi, potrebbero essere comodamente […]

  

L’italiano regionale dell’ex prefetto di Perugia Antonio Reppucci.

Quante Italie ci sono in Italia! Da cosa lo si deduce? Bene, la tv nazionale ci propina tante di quelle uscite di soloni e burocrati che a sentirli parlare viene il voltastomaco. Allora, tanto per intenderci, in Italia sono pochissimi quelli che sanno parlare in lingua italiana, dico pochissimi, perchè tanti, invece, parlano l’italiano regionale, carico di inflessioni regionali, che lasciano, così, subito intendere la regione di provenienza. Totò insegna. Pensate a quanti studenti dei nostri licei si devono sorbire docenti che parlano con queste ridicole inflessioni. Certo, questo non è italiano. Specie oggi che si chiede agli immigrati, quando […]

  

Il Politecnico di Milano abolisce la lingua italiana. Svolta epocale, perchè dopo l’inglese parleremo arabo.

Il Politecnico di Milano non figura più fra le università italiane, grazie alla delibera del senato accademico che ha approvato nel maggio 2012 di tenere dall’anno accademico 2014-2015 tutti i corsi delle lauree magistrali in lingua inglese. Addio lingua italiana, è l’addio a uno dei pilastri della nazione, ovvero la lingua, che con territorio e popolo sono il presupposto di quel che nacque nel 1860-61. E dire che il Tar Lombardia nel maggio 2013 ha accolto il ricorso presentato da ben 150 professori contro il provvedimento voluto dal rettore Giovanni Azzone. Ma l’università ha fatto ricorso al Consiglio di Stato […]

  

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