Ezio Sanapo l’artista pugliese, sublime poeta di immagini, che dipinge riti, occasioni e simboli. Una sua mostra al Plus Florence di Firenze incornicia il Salento e le sue genti.

Uno degli artisti pugliesi, del basso Salento che corrisponde al Capo di Leuca, da qualche tempo ha fatto gran parlare di sé. Ha per nome Ezio Sanapo e vive a Tricase-Lecce. E ha interessato non poco non solo gli Storici dell’Arte,  ma soprattutto i giornalisti  -ad iniziare da Albo Bello giornalista e poeta galatinese- , e tutta una serie di letterati-scrittori  e poeti  pugliesi con i quali l’artista ha vissuto  una trait d’union  e per aver avuto in comune i miti di questa terra, le tradizioni.   Ora  Ezio Sanapo, tra 2019 e 2020,  sta tenendo una mostra ideale e […]

  

Il poeta Vittorio Bodini a cinquant’anni dalla morte (1970-2020). Il Sud nei versi del poeta pugliese, cantore delle tradizioni salentine.

C’è un Sud cantato da poeti italiani, intellettuali del sud, che vive una sorta di travasamento; specie quel sud pugliese  e salentino che poeti hanno cantato affidandosi ad archetipi e mitologie. Penso ad Albino  Pierro, a Girolamo Comi, a Rocco Scotellaro,  Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano,  Salvatore Toma, Antonio Verri, Nicola G. De Donno, e altri. Il bianco calcinato delle case, la luce abbacinante, la piazza del paese, le chiese barocche, i detti salentini, i paesi  e le campagne di ulivi millenari, tutto muove a sollecitare  e  a far vivere  nella poesia di Bodini (1914- 1970) […]

  

Quodlibet pubblica Andrea Zanzotto. Del poeta dialettale veneto ecco tutte le poesie dialettali (1938-2009) con il titolo “In nessuna lingua. In nessun luogo”. E’ il capitolo di uno dei maggiori poeti italiani contemporanei.

Il mondo si misura dal linguaggio, esso lo avvolge e ne muove ogni azione umana; avvolora l’uomo, la natura, il pensiero, la fantasia, la creatività, la scienza  e la poesia.  Ma il linguaggio ha diversi gradi di profondità. Riguardo alla biologia della lingua  il poeta italiano Andrea Zanzotto, in un articolo uscito su “In forma di parole” (luglio-agosto-settembre 1998), Una esperienza in comune nel dialetto, scrive: “È così che ci si sente strappare piedi e membra e corpo. Il tappeto su cui sempre si cammina dapprima si deteriora, poi diventa irreperibile, maciullato da un vero e proprio cannibalismo (non saprei […]

  

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